Governo, la proposta di Silvio Berlusconi: "Bersani premier con Alfano vice"

Il Cavaliere non si arrende. Ma la risposta del leader Pd è scontata.

Difficile capire che cosa passi per la mente di Silvio Berlusconi - al di là del desiderio fortissimo di provare a entrare nel Governo che verrà - nel momento in cui propone a Bersani di votare la fiducia a un "suo" governo, a patto che Angelino Alfano sia vicepremier. Pierluigi Bersani ha detto mille di no a ogni ipotesi di esecutivo che contemplasse anche solo l'ombra del Cavaliere. E difficilmente a questo punto potrà rimangiarsi la parola. Quella di Berlusconi sembra più che altro una provocazione.

Ma che cosa ha detto Berlusconi? Le sue parole le riporta La Repubblica:

"Siamo pronti a un governo Bersani, con Alfano vicepremier e un presidente della Repubblica moderato. Diremo a questi signori della sinistra che ci sediamo a un tavolo solo se si parla di un governo insieme. E il presidente della Repubblica dovrà essere un moderato, non un presidente della Repubblica di sinistra. Non staremo a sentire anche per il Quirinale la loro indicazione, dopo che hanno preso le due presidenze delle Camere e vogliono la presidenza del Consiglio"

Queste le richieste del Cavaliere, che in quanto a presidente della Repubblica lancia i nomi di Lamberto Dini e Giuliano Urbani, a vario titoli "moderati" e non invisi al Pdl. Ma le proposte del Cavaliere, come già si era visto durante le consultazioni, sono sempre all'insegna della responsabilità:

"Noi, come ho detto a piazza del Popolo, chiediamo due cose: o il Pd cambia linea a 180 gradi e apre alle uniche cose da fare, cioè disponibilità a un governo con il Pdl e le altre forze responsabili per fare ripartire l'economia e contemporaneamente dichiara il proprio impegno per eleggere un moderato e liberale alla presidenza della Repubblica, visto che occupano tutte le cariche, oppure andare al voto per non fare perdere al Paese un solo giorno di più"

Verrebbe da pensare che Berlusconi parli a Bersani perché un ipotetico terzo - sulla scia di Piero Grasso - intenda. Nel senso: il segretario del Pd non accetterà mai una proposta del genere, ma potrebbe accettare di togliersi dal palcoscenico e far prendere il suo posto a un'altra figura, comunque vicina al Pd, disposta a "compromettersi" con Berlusconi. Ma è proprio il Cavaliere, per il momento, a negare che esista questa possibilità. Perché? Sempre per ragioni legate alla responsabilità.

"Non vedo la possibilità di un altro giro, anche perché Bersani che è persona responsabile, dovrebbe capire che la cosa migliore - come si è sempre fatto - è si faccia un governo insieme con tutte le forze responsabili di centro"

E se Bersani non accetta? Si torna al voto, il Cavaliere è già pronto. E dopo il successo della manifestazione di Roma, non teme - almeno a parole - di affrontare un'altra campagna elettorale.

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