Dell'Utri condannato a 7 anni: concorso esterno in associazione mafiosa. No all'arresto

Marcello Dell'Utri è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

UPDATE 26 MARZO
La Corte d'appello di Palermo ha respinto la richiesta di arresto avanzata ieri dalla Procura generale per Marcello Dell'Utri. Secondo il procuratore generale Luigi Patronaggio per l'ex senatore del Pdl, condannato ieri sera a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, ci sarebbe stato il "pericolo di fuga" da parte dell'imputato.
La Corte, presieduta da Raimondo Lo Forti, invece ha escluso tale possibilità "in ragione del comportamento dell'imputato che ha partecipato alle udienze dibattimentali e non ha mai voluto sottrarsi all'esecuzione della pena".

Dell'Utri condannato a 7 anni: concorso esterno in associazione mafiosa. Chiesto l'arresto


UPDATE 20.50

Secondo l'Ansa e l'Agi il pg Luigi Patronaggio avrebbe chiesto l'arresto di Marcello Dell'Utri, paventando il pericolo di fuga. Al momento però non è ancora nota la decisione della Corte.
L'ex senatore Pdl ha rilasciato nuove dichiarazioni ai media:

Dire che ho ancora fiducia è una parola grossa. Sono tranquillo, del resto le cose non le posso cambiare io. Aspetto le prossime puntate di questo romanzo criminale che non poteva finire qui. Se arrivasse la prescrizione direi come Andreotti: sempre meglio di niente.


Dell'Utri condannato a 7 anni: concorso esterno in associazione mafiosa



Marcello Dell'Utri

è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa a 7 anni di carcere. La richiesta era arrivata stamattina dal pg Luigi Patronaggio, al termine della sua requisitoria. I giudici erano entrati in camera di consiglio intorno alle ore 10.30 nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo.
L'ex senatore del Pdl, grande amico di Silvio Berlusconi e co-fondatore di Forza Italia, è stato condannato dalla Corte d’appello di Palermo perché si ritiene che per 30 anni abbia avuto rapporti con Cosa nostra con la quale ha anche siglato un ‘patto’ per la protezione del Cavaliere.

Il 9 marzo 2012 i giudici della Cassazione avevano annullato la sentenza (del 2010) di condanna a 7 anni con rinvio. Infatti erano state ritenute provate le sue collusioni con Cosa nostra soltanto fino al 1977 (per le accuse relative al periodo che va dal '77 al '92, invece, tutto da rifare). Il successivo 18 luglio era iniziato il nuovo processo d’appello che oggi ha avuto epilogo.
Ricordiamo che Dell'Utri è stato assolto per le accuse successive al 1992 per le quali la sentenza è definitiva.

Tornando a quanto avvenuto oggi, Patronaggio in mattinata aveva asserito nella replica:

Marcello Dell’Utri, permettendo a Cosa nostra di ‘agganciare’ Silvio Berlusconi, ha permesso alla mafia di rafforzarsi economicamente, di ampliare i suoi interessi, il suo raggio d’azione, di tentare di condizionare scelte politiche governative in relazione al successivo ruolo politico assunto da Berlusconi. Questa condotta è stata perpetrata dall’imputato coscientemente, conoscendo e condividendo il metodo mafioso dell’organizzazione, perseguendo il fine personale del rafforzamento della sua posizione all’interno delle varie aziende e iniziative di Silvio Berlusconi
la precedente sentenza d'appello era stata annullata in Cassazione.

L'imputato, che ha scelto di non candidarsi alle recenti elezioni politiche, aveva scelto di rendere una dichiarazione spontanea:

Francamente una cosa mi indigna: nella requisitoria del pg si presume che la mia carriera nel gruppo imprenditoriale di Berlusconi sia stata favorita dalla mia conoscenza di mafiosi. Io non ho mai chiamato a deporre le centinaia di imprenditori che hanno potuto vedere la crescita di Publitalia, azienda da me costruita tassello per tassello. E’ vero”, ha proseguito l’ex senatore, “che Berlusconi è stato mio benefattore e amico, ma anche io ho fatto tanto per le aziende Fininvest. Se io avessi proseguito nelle imprese invece di entrare in politica, oggi sarei un signore ricco.

L'unico commento rilasciato per il momento da Dell'Utri dopo la sentenza è stato: "Speravo in un'altra sentenza, ma accetto il verdetto". L'ex senatore presenterà ricorso in Cassazione.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO