Intervista - polisblog incontra Cristiano Zecchi autore di “Cinzia Gate”



La cattiva informazione che è stata fatta sulla ricostruzione de L’Aquila, e le relative proteste fatte contro l’operato di Augusto Minzolini (attuale direttore del Tg1), rappresentano parte del giornalismo contemporaneo. Elargito senza approfondimento.

Si è soliti fornire a propri utenti poche informazioni e slegate dal contesto. Per questo motivo ad alcune settimane dal Cinzia-gate (scoppiato a Bologna e che è costato a Flavio Delbono la poltrona da primo cittadino) abbiamo intervistato Cristiano Zecchi che della vicenda se n’è occupato molto prima di scriverci un libro.

Procediamo con ordine. Lei lavora come giornalista a Bologna. Prima che scopiasse il Cinzia-gate sull'ex sindaco Flavio Delbono circolavano delle voci che preannunciavano quello che poi è successo?

"Alcune voci circolavano, ma difficilmente i politici che si candidano non ricevono colpi bassi o illazioni nei loro riguardi.

Poi, un conto è l'attacco politico, altro è presentarsi con carte e documenti che dimostrano qualcosa. E, finora, nulla di concreto era stato esibito contro Delbono".

Ci spiega, per coloro che a Bologna non ci vivono, cosa ha fatto Flavio Delbono per la città? Promosso o bocciato?

"Delbono ha insediato la sua giunta all'inizio di luglio e ha governato per sei mesi. Di cose positive ne aveva già messe in campo. Innanzitutto aveva stanziato fondi per quasi due milioni di euro contro la crisi economica. Misure mirate ad azzerare o, comunque, diminuire in modo sensibile i costi dei servizi pubblici per le persone che hanno perso il posto di lavoro, estendendo l'iniziativa anche ai precari.

Per Capodanno aveva riportato molti bolognesi in piazza con i concerti realizzati in Piazza Maggiore e nelle principali piazze della città. Insomma, qualcosa di buono era stato messo in cantiere. In sei mesi è però difficile dare una pagella. Certo, il gradimento dei bolognesi c'era: un sondaggio del Sole24Ore gli aveva assicurato quasi il 60% dei consensi".

Il Cinzia-gate è evidentemente più complicato di quanto sia stato raccontato all'opionione pubblica. Quali sono i passaggi che secondo lei sono sfuggiti e sui quali bisogna ragionare?

"La Procura sta lavorando su Cup2000. Bisognerà capire se la società che gestisce alcuni servizi sanitari, partecipata al 28% dalla Regione, è stata (per così dire) agevolata o meno dall'ente di viale Aldo Moro".

Crede che le dimissioni di Flavio Delbono siano state spontanee e giuste? Perché?

"Le dimissioni non sono state spontanee. Sono state annunciate lunedì 25 gennaio, due giorni prima Delbono aveva dichiarato di non voler dimettersi neppure di fronte a un eventuale rinvio a giudizio. Le dimissioni sono state sì giuste, viste in un'ottica politica.

Il Pd da tempo sta facendo battaglie contro Silvio Berlusconi e quei parlamentari che, nonostante rinvii a giudizio e condanne, restano "aggrappati" alle poltrone. I democratici non potevano permettersi di avere un sindaco sotto inchiesta a Bologna, a due mesi dalle elezioni regionali. Un sindaco, per di più, prodiano".

Si è soliti pensare che Bologna sia una città più vicina al Pd che al PdL. Il partito di Pierluigi Bersani, a causa di quanto successo, potrebbe perdere il governo della città? Perchè?

"Difficilmente il centrosinistra perderà Bologna. I sondaggi danno ancora il Pd sotto le Due Torri molto alto (si parla di un 38-40%). Il Pdl è comunque spaccato, basta vedere la querelle sul candidato alle regionali: prima annunciato l'onorevole Giancarlo Mazzuca, poi ritirato e sostituito con l'onorevole Anna Maria Bernini.

Infine all'orizzonte non si intravede nessuna personalità forte che possa scippare la città al centrosinistra. Molto poi dipenderà dalla data del voto". 

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