La moda degli scioperi della fame: ricoverato il leader dei Verdi Bonelli


Non bastavano i Radicali, ormai abbonati alla pratica dello sciopero della fame (e/o della sete), a usare questo strumento di lotta per farsi sentire e portare più facilmente all'attenzione dell'opinione pubblica le proprie battaglie. Ora questo mezzo è diventato così popolare da diventare quasi inflazionato.

E' il caso del leader dei Verdi Angelo Bonelli, protagonista da 33 giorni di uno sciopero della fame che praticamente non ha considerato nessuno. Zero copertura mediatica, persino i quotidiani più di sinistra non hanno concesso uno spazio adeguato a questa protesta. E l'unico effetto ottenuto è che Bonelli è stato ricoverato in ospedale.

Probabilmente saranno state le motivazioni piuttosto deboli a provocare la non riuscita dell'operazione: la censura dei temi ambientali in tv e la mancata presenza dei Verdi negli show televisivi. Al di là della "giusta causa" (dipende da come la si vede) bisogna pure considerare che oggettivamente i Verdi attuali sono un partito da percentuale veramente minima (la maggioranza dei sondaggi nemmeno li considera e chi lo fa li vede nettamente sotto l'1%). D'altronde proprio recentemente c'è stata una specie di scissione interna che ha portato una parte consistente del partito ad aggregarsi alla formazione di Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà.

Con Bonelli sono rimasti in pochi e i Verdi, a differenza di tanti paesi europei, sono sempre meno rilevanti. Auguriamo pronta guarigione a Bonelli ma allo stesso tempo non si può non notare che questa pacifica protesta sia ormai usata troppo e male, nascondendo spesso lacune di contenuto dei vari promotori. E se Bonelli ci riproverà probabilmente dovrà andare a lezione dai Radicali che pur essendo protagonisti spesso di campagne esagerate riescono ad avere sicuramente più pubblicità.

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