Polverini e Formigoni. Comparazione tra i casi e come andrà a finire



Ieri ha tenuto banco il caso dell'esclusione della Lista Formigoni dalle prossime elezioni amministrative per un presunto vizio di forma delle firme presentate. Il caso ha suscitato particolare scalpore in quanto seguiva di pochi giorni l'incredibile disastro del Pdl romano, incorso in un ritardo nella presentazione della Lista Polverini e pertanto (giustamente) escluso dalla consultazione.

Su quest'ultimo episodio pende ora un ricorso del Pdl per presunti atti intimidatori da parte di esponenti radicali, ma noi da uomini della strada ci chiediamo quali atti possano mai impedire di presentare dei documenti a un ufficio. Certo che se ci si presenta all'ultimo momento perché impegnati a litigare sui nomi dei candidati, e magari ci si assenta anche per andare a mangiare un panino, può essere che una piccola baruffa con un esponente dell'opposizione ci faccia perdere l'ultimo minuto utile prima della chiusura.

Ciò detto, risulta immediatamente evidente che il caso Formigoni è profondamente diverso. Qui si parla di vizio di forma nelle firme, alcune delle quali risultano irregolari. Ci sono organi preposti a indagare sul fatto e vedremo come andrà a finire, ma la cosa più probabile è che tutto rientri e per la lista del governatore uscente non ci siano problemi.

Anche qui comunque qualcuno mi spieghi perché, se il minimo di firme necessarie è 3.500, se ne presentano 3.971 (di cui poi 514 sarebbero risultate irregolari). Non credo che il Pdl abbiamo problemi a presentare anche 5-10.000 firme se necessario in modo da mettersi al riparo da ogni problema (come ha fatto Penati d'altronde). Non per niente il leader della Lega Umberto Bossi se la sta ridendo alla grande...

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