Afghanistan: la deputata Malalai Joya contro Barack Obama

Partendo da un concetto espresso recentemente da Tommaso Labranca, secondo il quale gli anni zero sono stati caratterizzati da innovazione ma non da novità, si deve riflettere sul lavoro che si sta svolgendo in Afghanistan.

L’uscita di scena dell’Olanda, pronta a non investire più militarmente sul territorio, potrebbe essere solo l’inizio di un progressivo ritiro auspicato anche dagli stessi residenti che, come spiegato dall’Unità, sono convinti che l’operato statunitense non sia quello più giusto.

Secondo quanto dichiarato al quotidiano italiano dalla deputata Malalai Joya, cacciata dal Parlamento dopo aver denunciato pubblicamente la presenza di ex militari nelle amministrazioni pubbliche, gli Stati Uniti starebbero lavorando con le persone sbagliate.

“Siamo una nazione che ha subìto e cacciato prima gli inglesi, poi i russi. Ora siamo sotto gli americani. L’hanno fatto per i loro interessi strategici ed economici. E’ triste vedere che Obama segue il cammino di Bush.

Gran parte del denaro che dall’estero arriva in Afghanistan finisce in mano degli ex signori della guerra e dei narcotrafficanti. La condizione delle donne non è migliorata, siamo finiti dalla padella alla brace”.

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