Elezioni regionali 2010: pronto il decreto del Governo per superare il caos liste in Lombardia e Lazio


Per superare il caos in cui sono piombate le operazioni elettorali in Lazio e Lombardia a causa degli errori nella presentazione delle liste di Polverini e Formigoni e della lista provinciale del Popolo della libertà, il presidente Berlusconi ha firmato questa mattina un decreto legge immediatamente esecutivo che affronta e risolve le problematiche emerse, facendo chiarezza di alcune interpretazioni eccessivamente rigorose riscontrate in sede giudiziaria.

In base al provvedimento dell'Esecutivo, e con effetto retroattivo, sarà facoltativo presentare firme a sostegno delle liste elettorali nelle competizioni regionali. I gruppi che le hanno già presentate ma che sono stati esclusi a causa di presunte irregolarità potranno sanare la situazione con una autocertificazione che dovrà essere stilata dal presentatore della lista.

Per le prossime competizioni elettorali viene previsto il superamento di ogni forma di riconoscimento e autenticazione delle firme: queste potranno essere riportate anche su moduli non omologati e differenti da quelli depositati presso le Prefetture: saranno dunque accettate liste di

candidati scritte col pennarello verde sulla carta del Burgher King più vicino al seggio di residenza. Nel caso in cui esista un Mc Donald nel raggio di 400 metri dal seggio, potrà essere utilizzato anche l'incarto del McItaly, oppure dell'Happy Meal ma solo se contiene i pupazzetti di Avatar. Per quanto riguarda le scadenze orarie per la presentazione dei moduli, verrà concessa ai presentatori la facoltà di fare riferimento al fuso orario più congeniale alle proprie convinzioni politiche.

Grazie al decreto appena firmato, viene prevista la facoltà, per i candidati alla presidenza della Regione, di scrivere a matita le dichiarazioni di apparentamento: in questo modo la rigida burocrazia dei polverosi uffici viene smantellata, concedendo l'opportunità al candidato di aggiungere o rimuovere liste e candidati senza lunghe e snervanti riunioni con i rappresentanti dei partiti di riferimento.

Il decreto porta la firma di Silvio Berlusconi e Topo Gigio, rimessosi dall'influenza A che lo aveva costretto a letto.

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