Governo, Bersani a caccia di numeri: lo salverà il gruppo Gal?

Un neonato gruppo al Senato potrebbe permettere a Bersani di ottenere la fiducia

La strada di Bersani, oltre che stretta, è anche diventata corta. Dopodomani il segretario Pd tornerà da Napolitano per illustrargli i risultati di questo giro di consultazioni, e a meno di svolte clamorose nelle ultime ore, difficilmente potrà portare al Capo dello Stato la promessa di una maggioranza solida. C'è chi parla della possibilità che Bersani chieda al Quirinale un "supplemento" di consultazioni, in modo da scavallare la Pasqua e arrivare a ridosso dell'inizio delle votazioni per il successore di Napolitano. Ipotesi poco probabile, perché le consultazioni sono durate anche più del previsto, e perché sarebbe uno sgarbo nei confronti del Colle. L'alternativa è però un braccio di ferro tra i due, con Bersani che chiederebbe comunque l'incarico pieno per formare un "governo di eccellenze" e andare alla prova della fiducia.

Se il dialogo con il Pdl è a un punto morto, e anche quello con la Lega sembra ormai arenato, c'è un'ultima spiaggia per Bersani: il neonato gruppo Gal – Grandi Autonomie e Libertà. Formatosi all'ultimo momento utile per le consultazioni al Quirinale, è composto da dieci senatori eletti nelle file del centrodestra che però hanno deciso di non aderire ai rispettivi gruppi: si tratta di 7 senatori del Pdl (Mario Ferrara, capogruppo, Lucio Barani, Laura Bianconi, Luigi Compagna, Giuseppe Compagnoni, Giovanni Mauro e Antonio Scavone), 2 del Carroccio (Jonny Crosio e Gian Marco Centianio) e 1 di Grande Sud (Giovanni Bilardi). C'è chi dice che questo gruppo sia nato a tavolino proprio per consentire la nascita di un governo Bersani con l'appoggio del centrodestra senza che il Pdl si sporchi le mani.

A parole il capogruppo Ferrara si è detto contrario all'incarico a Bersani, ma le trattative sono ancora in corso, anche se la decisione finale potrebbe arrivare sempre dal Pdl. Ieri Vannino Chiti ha incontrato i dieci senatori, che nelle prossime ore potrebbero diventare anche di più: ci potrebbero essere cinque o sei innesti, pilotati dal Pdl e dalla Lega. Oggi Bersani incontrerà proprio Ferrara, e si capirà se i Gal sono disposti ad appoggiarlo o se invece vogliono un nome diverso: è da questo colloquio, più che da quello con il M5S o con il Pdl che potrebbe dipendere il futuro governo.

Perché i numeri del gruppo Gal sembrano fatti apposta per garantire il quorum a un governo di centrosinistra con l'appoggio dei montiani ma senza Pdl e M5S. Il Pd può contare infatti su 107 senatori; a questi vanno aggiunti i 10 del gruppo Psi-Autonomie, comunque ascrivibili all'area di centrosinistra. Altri 11 voti dovrebbero arrivare dal Gruppo Misto, che è composto da 7 eletti di Sel, 2 del Pd, una dimissionaria del M5S e il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. Siamo quindi a 128 senatori. Aggiungendo i 21 di Scelta Civica si arriverebbe a 149, a quel punto con i 10 del Gal si supererebbe la maggioranza di 158, quanto basta per ottenere la fiducia. Da quel momento Bersani potrebbe "navigare a vista" con un governo che cerchi di volta in volta la maggioranza su misure specifiche, contando a quel punto anche sul voto dei grillini.

Foto © Getty Images

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