Beppe Grillo e la caccia ai dissidenti del Movimento 5 Stelle

Ieri riunione a porte chiuse del gruppo del Movimento 5 Stelle per fare il punto sui parlamentari tentati di dare la fiducia a Bersani

Beppe Grillo

Beppe Grillo teme defezioni. Nonostante la linea della "non-fiducia" ribadita mille volte, le espulsioni apertamente minacciate e il clima di sospetto che regna nei gruppi del Movimento 5 Stelle, qualche timore esiste. E c'è una frase in particolare che sta circolando e che rischia di essere più convincente di mille minacce: "Se avessimo dovuto votare la fiducia a Crocetta il Modello Sicilia non sarebbe mai nato".

Pura verità: quella collaborazione tra centrosinistra e M5S che in Sicilia sta dando così tante soddisfazioni non sarebbe mai partita se anche a livello regionale si dovesse votare la fiducia al presidente. E visto che è evidente che una fiducia a Bersani sarebbe vincolata dal fargli fare le cose che vuole il Movimento 5 Stelle, si capisce che in qualche 'grillino' nasca del malumore.

Se poi si aggiungono i sondaggi che danno l'elettorato diviso a metà sulla questione, si capisce che Beppe Grillo non ha altra scelta che tirare dritto per la sua strada, non cedere neanche di un millimetro e anzi iniziare a indagare per provare a capire chi stia coltivando dubbi e pensi magare di "tradire" per votare la fiducia a Bersani.

Secondo Repubblica - e la cosa se fosse vera farebbe anche un po' ridere - uno che ha preso a cuore la questione è l'ex candidato del Grande Fratello e militante 5 Stelle Rocco Casalino, che va in giro per Palazzo Madama per provare a costringere i giornalisti a rivelare le loro fonti:

"Dimmi chi è il senatore che ti ha parlato", chiede Rocco Casalino - ex concorrente del Grande Fratello, ora uomo di comunicazione dei grillini lombardi - a un cronista. Lamenta la pressione e gli attacchi della stampa: "Faccio questo lavoro da anni e non ho mai visto una cosa del genere"

Dettagli trash a parte, è vero che Roberta Lombardi e Vito Crimi hanno scritto a deputati e senatori per cercare di capire se davvero, come si dice, ci sono venti parlamentari a Cinque Stelle che sarebbero pronti a votare la fiducia al segretario del Pd. Pur sapendo che così si va dritti dritti verso l'espulsione.

Insomma, il clima - nonostante il chiarimento dopo il voto a Grasso - è abbastanza teso. E infatti la riunione di ieri non è andato in streaming ma si è tenuta a porte chiuse, proprio per evitare che il dissenso andasse online. Dissenso che comunque sembra limitato: il Pd attrae alcuni eletti nelle fila del Movimento 5 Stelle, ma su temi decisivi Bersani è troppo morbido. Sul finanziamento ai partiti, per esempio, e anche le continue avance che piovono dal Pdl - nonostante i no secchi con cui il leader Pd risponde - fanno temere che la strada per un governissimo sia tracciata. Ma in verità, è solo il Movimento 5 Stelle che può evitare che questo governissimo nasca.

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