Ore 12 - Pdl caos. Berlusconi tentato dalla leggina salva-liste. "Palazzo" in fibrillazione.

altroPdl e maggioranza allo sbando. E Premier in piena fibrillazione.

L’ipotesi della leggina salva-liste scuote in queste ore la politica. E’ una carta inedita e inquietante. L’opposizione è in massima allerta. Così come il Quirinale, perché senza la firma del Capo dello Stato sarebbe il naufragio del decreto e forse anche del Governo.

Gianfranco Fini è sul piede di guerra. E la rottura fra il premier e il presidente della Camera potrebbe consumarsi in tempi strettissimi. Con conseguente scissione del Pdl e un quadro dai confini attualmente impossibili da definire.

Berlusconi è capace di tutto ma, se non troverà una soluzione politica al gran pasticcio delle liste, non cederà a “colpi di testa”. Perché, con Fini contro, con l’opposizione contro e con Napolitano contro, rischia il suicidio politico.

Anche perché questa brutta patata bollente può alla fin fine tornargli utile. In caso di conferma di esclusione dei “suoi” in Lombardia e a Roma, la “sparata” di una democrazia diventata “sovietica” e la discesa in piazza come “martire”, gli porterà dei “frutti”, oggi insperati. A guadagnarci non sarà il Pdl, ma il suo padre/padrone.

Il Cavaliere mette nel conto persino il ko elettorale nelle due regioni. Ma poi, smaltita la botta delle urne, passerà all’incasso, rivoltando Pdl, maggioranza e governo, come un calzino.

Il partito, innanzi tutto. Subito la resa dei conti con il “ribelle” Fini, da una parte, e un nuovo “puntello”, per arginare l’ondata anomala della Lega di Bossi, dall’altra.

O Fini si piegherà (e non si piegherà), o Berlusconi darà vita al partito del “predellino due”. Cioè al partito di Silvio.

La seconda carta riguarda Bossi. Il Premier vuole varare un nuovo partito “azzurro” al Sud, una terza gamba “autonoma”, per fare da contraltare alla Lega dilagante anche nel meridione.

Nell’un caso e nell’altro, Berlusconi sa di avere mezzi e uomini per tentare la nuova avventura. E’ l’ultima sfida. Una scommessa per Berlusconi, la sua partita più difficile.

Se la perde, addio Cavaliere! E sul “berlusconismo” si tirerà giù la saracinesca. Se, invece, decreto sarà, il colpo per la democrazia lascerà il segno.

  • shares
  • Mail
24 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO