Renzo Rabellino, il mago delle liste civetta

Mentre impazza il caos sulle liste elettorali, tra firme false, non autenticate, timbri mancanti, ritardi ecc c'è un fuoriclasse della furbizia italica che a ogni appuntamento elettorale dà ampio sfoggio delle proprie capacità inventive nel presentarsi alle elezioni.

Parliamo di Renzo Rabellino, il mago delle liste civetta. Segretario della lista No Euro, candidato premier nel 2008 alla guida del partito Grilli Parlanti, candidato governatore del Piemonte alle prossime regionali. Nel 1990 fu eletto al Consiglio Regionale piemontese con la Lega Nord dal quale fu espulso 3 anni dopo. Da quel momento ha incominciato a sfornare liste elettorali, una dopo l'altra. Liste civetta il più delle volte.

Ci riprova alla grande anche questa volta. Senza alcun problema ha costruito una serie di liste a suo sostegno con una strategia elettorale che punta tutto sulla confusione di nomi e simboli. Per esempio presenta una lista Cota che però nulla ha a vedere con il candidato leghista per il Centrodestra Roberto Cota: è legata all'emerita sconosciuta Nadia Cota che sostiene appunto Rabellino. Insomma una lista palesemente intenzionata a giovarsi degli errori degli elettori confusi dal nome sul simbolo. Non mancheranno poi la lista Lega Padana-Piemont che strategicamente punta a levare voti alla Lega Nord e No Euro-Lista del Grillo che vuole rubare consensi al Movimento Cinque Stelle di Grillo (che tra l'altro si presenta in regione con il candidato Davide Bono).

Ci sono anche le liste a sostegno di stampo calcistico (Lista Granata) e quella che liscia il pelo ai no Tav (Lista No Tav - No Nucleare). Ovviamente non sono mancate le lamentele, Cota (quello leghista) fa ricorso al Tar contro la lista Cota, che tra l'altro inizialmente si chiamava Lista Cota-Pdl (dove per Pdl si intendeva Patto dei Liberali). E anche i grillini sono arrabbiati per quella lista del Grillo che li danneggia.

Ma il fenomeno delle liste civetta, forte delle firme e della sua fantasia, va avanti e sicuramente con qualche novità lo vedremo anche alle prossime elezioni. Restano però i dubbi: è normale che si accetti una lista palesemente tarocca come quella Cota e in Lombardia si butti fuori Formigoni (e tutta l'alleanza a sostegno) per questioni burocratiche?

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