Elezioni Regionali 2010: Pierferdinando Casini “le regole valgono solo per i deboli”



Intervistato da la Stampa, Pierferdinando Casini ha raccontato di quando nel Trentino Alto Adige l’Udc, di cui è il leader, non è riuscito a presentare la propria lista per delle negligenze burocratiche simili a quelle che non hanno escluso definitivamente dalla corsa elettorale Renata Polverini e Roberto Formigoni (candidati per il PdL rispettivamente in Lazio e in Lombardia).

“Quella di Berlusconi - ha dichiarato l’esponente politico al quotidiano - è arroganza. Riammettere le liste del PdL nel Lazio e Lombardia per decreto dà al paese un messaggio devastante. L'idea che le regole valgono solo per i deboli e non per i forti”.

Giganti colpiti dai loro stessi elettori che sul sito del Popolo della Libertà, come raccontato da Massimo Gramellini a “che tempo che fa”, hanno espresso il proprio disappunto per quanto successo (dopo essersi conto che solo un utente su cinque era favorevole alla candidatura del Pdl in Lombardia e in Lazio il sondaggio dedicato all’argomento è stato tolto dal portale).

Supponiamo che queste persone, non riconoscendosi in quanto successo, decidano di dare il proprio voto ad altri candidati. Supponiamo che per una volta, davvero, il colore politico non costituisca una scusante e si decida di votare secondo coscienza.

L’opposizione, tutta, è davvero pronta ad intercettare lo scontento di questa parte dell’elettorato? No. Probabilmente No. Per capirlo è sufficiente riflettere sul scontro lombardo.

Può un elettore milanese bocciare a livello provinciale Filippo Penati per poi promuoverlo a livello regionale? No. Probabilmente No.

Affidare, in queste ore, al Presidente della Repubblica tutte le colpe non è quindi giusto perché sottolinea, una volta di più, la memoria corta di alcuni italiani. Fuori e dentro il Quirinale dove qualcuno afferma che l’esclusione del PdL non avrebbe permesso alla metà degli elettori di esprimere la propria preferenza.

Ci siamo, evidentemente, già dimenticati che Silvio Berlusconi non è alla maggioranza per merito suo. Al 42%, che si avvicina al 50 per eccesso, mica ci sarebbe senza l’alleanza con la Lega Nord di Umberto Bossi.

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