Dopo le dimissioni, Giulio Terzi cerca il modo di rimanere in politica

La Russa non esclude una sua candidatura come sindaco di Bergamo

Chi lo conosce è sicuro che Giulio Terzi di Sant'Agata, l'ormai ex ministro degli Affari Esteri, non ha nessuna intenzione di ritirarsi a vita privata o lavorare in qualche fondazione o think-tank: dopo una carriera diplomatica ad altissimi livelli, e sfumato il sogno di diventare Segretario generale della Farnesina come il suo mentore Umberto Vattani, ora Terzi vorrebbe almeno restare in politica. In questo senso, i retroscena sulle sue spettacolari dimissioni parlano di un avvicinamento al Pdl.

Se infatti con Monti i rapporti sono gelidi da tempo, e il Pd ha parlato di "8 settembre del governo" a proposito delle dimissioni in Aula ieri, il centrodestra ha usato tutt'altri toni: oggi i quotidiani d'area, che lo hanno sempre contestato, lo rivalutano (Vittorio Feltri ha scritto un editoriale in sua difesa sulla prima pagina de Il giornale), e Ignazio La Russa afferma:

Viene con noi? Mai dire mai. Terzi faceva parte di un governo che noi abbiamo osteggiato, ma non ho mai nascosto la stima per la persona

D'altronde la passione per la politica non è stata mai nascosta da Terzi, che da giovane simpatizzava per il centrodestra e in una recente intervista ha dichiarato:

La diplomazia è una delle professioni più contigue e compenetrate alla politica. Quindi sicuramente continuerò a interessarmi delle cose che mi hanno appassionato sinora

E d'altronde la vicinanza al centrodestra non è una novità. Già per le scorse elezioni aveva sondato il terreno per una candidatura nelle liste del Pdl, ma non era stato preso in considerazione perché portava su di sé una tripla colpa: appartenere al governo Monti, nemico numero 1 di Berlusconi in campagna elettorale, essere considerato il responsabile del caso marò, e infine essere stato indicato per il ruolo di ministro da Gianfranco Fini.

Con Fini c'è un sodalizio che dura da un decennio, da quando cioè Terzi venne nominato dal governo Berlusconi ambasciatore in Israele: qui organizzò la storica visita dell'allora vicepremier Fini a Gerusalemme, il passo più importante dello sdoganamento dell'ex segretario dell'Msi. Il sodalizio tra i due è proseguito, tanto che sarebbe stato proprio l'ex presidente della Camera a indicare Terzi alla Farnesina, convincendo Monti a preferirlo all'ambasciatore Castellaneta.

Ora però è acqua passata, e l'avvicinamento al Pdl potrebbe aprire nuove strade a Terzi: l'incarico di ministro degli Esteri in un governo di larghe intese o, più probabilmente, la candidatura a sindaco della "sua" Bergamo nelle elezioni comunali fissate per il prossimo anno. Qui il suo nome è ancora prestigioso, non solo perché appartiene a una delle famiglie nobiliari più note della zona – è marchese e "cavaliere del Sacro Romano Impero" – ma anche perché nelle sue cariche pubbliche non ha mai dimenticato le sue origini. Ne è testimonianza la fastosa inaugurazione del Museo della Cattedrale, alla presenza dei colleghi ministri Cancellieri e Ornaghi.

Foto © Getty Images

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