Guido Bertolaso non chiede perdono a Benedetto XVI per new town abusive



A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.

Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.

A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.

Secondo quanto riportato nei scorsi giorni da il Fatto la costruzione delle tanto osteggiate new town calabresi, costruite dopo la frana del 2005, sarebbe stata avviata in territori abusivi grazie ad una serie di provvedimenti utili che ne favorivano la delocalizzazione.

Spostare per nascondere l’ipocrisia.

Recarsi dal Papa, come ha fatto Guido Bertolaso, affinché la parola “scandalo” venga allontanata dal proprio onore non serve. L’onestà la si guadagna sul territorio preferibilmente in quelli adibiti per farlo.

P.S. Siamo proprio sicuri che Benedetto XVI, il cui fratello era probabilmente ignaro del presunto giro di pedofilia riguarante il suo coro, sia le persona giusta per rimettere i peccati?

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