Ore 12 - Il Cavaliere "diabolico" intrappola il Pd di "lotta e di governo"

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In queste ore di crescente tensione, non sarà facile per il Pd dimostrare agli italiani di non essere un’accozzaglia di fischiatori di professione, ma una opposizione responsabile e pronta per l’alternativa a Berlusconi.

La manifestazione (o le manifestazioni?) di sabato prossimo contro il decreto della vergogna salva liste, invece che dare una spallata al governo, rischia di destabilizzare l’opposizione, un boomerang per i promotori.

Se Antonio Di Pietro insiste nel mettere sotto accusa il capo dello Stato e porterà in Parlamento la sua richiesta di impeachment a Napolitano, il tenue filo unitario riallacciato col Partito democratico, si strapperà.

Quella di sabato prossimo rischia di trasformarsi nella piazza “contro” Napolitano. In tal modo, davvero Berlusconi prenderebbe più “piccioni” con una sola fava.

La forzatura del governo che lede i principi di civiltà democratica passerebbe in secondo piano. E il Cavaliere dimostrerebbe ancora una volta di saper tirar fuori il coniglio dal cilindro, capace di ribaltare la frittata e di scatenare la rissa in casa altrui. Il premier, con i sondaggi in picchiata, riaccende le polveri per rianimare una campagna elettorale oramai compromessa.

La via d’uscita di Berlusconi è una sola: ricacciare Pd e opposizione nella trincea dell’antiberlusconismo. In questo il Cavaliere è maestro.

Anche il Pd e gli altri “alleati” sono insuperabili: ma nel cadere nelle trappole. Si saprà presto se il partito di “lotta e di governo” è solo uno slogan dell’albo dei ricordi.

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