Elezioni Regionali 2010: il Tar del Lazio stabilisce che Renata Polverini non è Cenerentola



La favola politica di Renata Polverini non poteva finire in un giorno peggiore. Lei, proclamatasi portavoce delle donne lavoratrici, scopre di non essere una moderna Cenerentola proprio l’8 marzo, giorno in cui il Tar del Lazio ha respinto il ricorso avanzato dal Pdl per permettere alla propria candidata di scontrarsi contro Emma Bonino.

Eppure per coronare il proprio sogno (politico) a Renata Polverini serviva davvero poco. Persino la protagonista della fiaba a cui si deve la nascita del feticismo per i piedi aveva capito che per essere apprezzata, argomenti a parte, è sufficiente essere puntuali.

Ad Emma Bonino, e ai radicali che hanno civilmente protestato affinché in un paese moderno nel 2010 tutti i cittadini italiani siano davanti alla legge uguali, bisogna riconoscere il tentativo di aver dato valore a delle nuove storie.

Da oggi, probabilmente, le madri racconteranno alle proprie figlie le storie di una Regione (il Lazio) governato da uomo (Piero Marrazzo) non sostenuto dai propri compagni (del Partito Democratico) nel momento del bisogno.

Racconteranno poi di cosa uomini, e donne, per occupare quel posto siano disposti a fare senza ammettere tutti gli errori commessi per accaparrarsi il bottino, patrimonio solo per pochi sognatori. Meritevoli di un lieto fine.

Agli altri non rimane che accontentarsi. Un panino potrebbe essere sufficiente.

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