Bersani, fallito il tentativo di formare il governo

Il segretario del PD rinuncia all'incarico. Non ci sono i numeri sufficienti al Senato.

19:20 - Fallisce il mandato esplorativo di Pierluigi Bersani. Il pallino torna in mano a Giorgio Napolitano che proverà quasi certamente a battere la strada del cosiddetto governo del presidente, soluzione che difficilmente potrà essere molto diversa dal "governissimo", più volte fermamente rifiutato dal segretario del Partito Democratico. La formazione di un governo a questo punto è un vero rompicapo.

19:17 - Bersani ha gettato la spugna in un breve comunicato:

Ho riferito al Signor Presidente dell'esito del lavoro delle consultazioni che non hanno Portato a un esito risolutivo. Ho illustrato gli elementi positivi attorno a proposte programmatiche, ma ho descritto anche le difficoltà derivate da preclusioni o condizioni che non ho ritenuto accettabili. Il Presidente ha ritenuto quindi di effettuare suoi personali accertamenti.

19:14 - Il colloquio è finito. Il "colloquio non è stato risolutivo" ha detto il segretario generale del Quirinale Marra.

19:10 - Ogni tanto la porta si apre e ne esce un collaboratore del Capo dello Stato, facendo credere, a chi è incollato agli schermi, che il colloquio sia finito. E invece si prosegue da un'ora e dieci. Gli analisti presenti al Quirinale dicono che questi minuti sono impiegati per scrivere un comunicato.

19:00 - Il colloquio è in corso da un'ora. Comincia a salire un po' la preoccupazione e l'attesa si fa spasmodica. Un così lungo conferire è chiaramente sinonimo di posizioni divergenti che si cerca di ricomporre, al di là di quella porta.

18:45 - La riunione a due dura ormai da tre quarti d'ora. E' evidente che la situazione, anche agli occhi del Capo dello Stato, non è affatto gestibile con facilità.

18:33 - E' scoccata la mezzora di colloquio. Il possibile governo della XVII legislatura si gioca la sua nascita nelle valutazioni che Giorgio Napolitano trarrà dalla relazione di Pierluigi Bersani. E' un'attesa che ricorda per pathos quella per la fumata del conclave: di che colore sarà?

18:23 - L'ufficio del Presidente della Repubblica è chiuso da ormai venti minuti. Occhi puntati sulla porta. Non si muovono nemmeno i pennacchi dei due corazzieri di guardia.

18:13 - Per ora in sala stampa, al Quirinale, tutto tace: il colloquio tra Bersani e Napolitano è in corso da circa 10 minuti.

18:00 - Pierluigi Bersani è arrivato al Quirinale e si è chiuso in riunione con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Il premier incaricato in procinto di salire al Colle.

Nessuna dilazione delle consultazioni

Niente giorno in più per Pierluigi Bersani: se ieri era dato per certo il rinvio dell'incontro con Napolitano a venerdì, oggi invece viene confermato l'appuntamento per stasera. A Bersani manca solo l'incontro con Sel e con il Pd, e ieri dopo l'incontro con il M5S non ci sono state novità sul fronte di un accordo con il Pdl: il Pd ha provato a mettere sul tavolo la presidenza di una commissione per le riforme, che poteva essere affidata ad Alfano, e il diritto di veto sui ministri scelti, ma Berlusconi vuole che nella trattativa sia inserito anche il nome del prossimo Presidente della Repubblica, cosa che Bersani non vuole concedere.

"Valuterò insieme al capo dello Stato e non ho diktat da fare" ha dichiarato in serata il premier incaricato:

In nome del cambiamento invito tutti a fare uno scatto di reni, andiamo oltre il dibattito che c'è stato fin qui. Diamoci tutti un colpo di reni, non abbasserò e non intendo abbassare i miei obiettivi. Le forze parlamentari si stanno prendendo le loro ore di riflessione. Attendo una risposta conclusiva per portare l'esito al presidente della Repubblica.

E sull'ipotesi – ormai probabile – che Napolitano proponga alle Camere un altro nome:

Il governo del presidente non so cosa voglia dire, credo che nessuno lo sappia

Bersani venerdì al Colle?


Bersani ottiene 24 ore in più per portare a termine la sua missione: a quanto pare l'incontro con Napolitano previsto per domani slitterà a venerdì mattina. Uno slittamento "tecnico" dovuto al fatto che le consultazioni con Sel sono state spostate da oggi a domani, ma in realtà Bersani ha chiesto e ottenuto un "supplemento di indagine" per vedere se qualcosa si potrà muovere dopo il no dei capigruppo del M5S. Anche il responsabile del Carroccio al Senato, Massimo Bitonci, ipotizza che nelle prossime ore possa nascere "una proposta diversa". Che a questo punto non può che prendere le sembianze delle larghe intese, in qualsiasi variante: il segretario Pd ha aspettato che il rifiuto dei grillini fosse palese e in diretta tv prima di aprire le porte a Berlusconi.

Ma non è detto che sia questa la strategia di Bersani, che finora si è limitato a temporeggiare: una settimana di consultazioni, da un venerdì all'altro, comprendendo non solo i sindacati e le associazioni di categoria, ma anche singoli esponenti della società civile, il WWF, gli alpini del Cai e il Touring Club, in un turbinio di incontri che ha dato adito a battute ma che è servito a guadagnare tempo. Tempo che se non dovesse servire a creare le condizioni per un nuovo governo, servirà a qualcos'altro: ad avvicinare il termine del mandato di Napolitano.

È improbabile che in poche ore si raggiunga ciò che non si è raggiunto in una settimana, ma qualcosa potrebbe muoversi, allora venerdì Bersani si presenterà dal Capo dello Stato e gli spiegherà che i numeri non ci sono ancora, ma che nelle ultime ore si sono aperti spiragli per una nuova soluzione.

Gli scenari sono due: nel primo caso, Napolitano potrebbe concedere un ulteriore supplemento di indagine. Si entrerebbe nel triduo pasquale, tutto slitterebbe almeno a martedì prossimo. A quel punto potrebbe esserci effettivamente un accordo sulle larghe intese, e il governo si farebbe, ma in caso contrario si arriverebbe a dieci giorni dall'inizio del voto per il nuovo Presidente della Repubblica. Napolitano potrebbe dare in anticipo le dimissioni, o Bersani potrebbe allungare i tempi fino al voto delle Camere riunite: in ogni caso si farebbe prima il nuovo Capo dello Stato. Se il Pd riuscisse a piazzare una figura d'area, come Prodi o Zagrebelsky, poi Bersani potrebbe contare su una sponda favorevole per provare un "governo di minoranza", altrimenti ci sarebbe il "baratto" con il Pdl per eleggere un moderato al Colle in cambio dell'appoggio all'esecutivo di centrosinistra. In entrambi i casi Bersani avrebbe una posizione di vantaggio nelle trattative.

Nel secondo scenario, Napolitano potrebbe rifiutare il supplemento di indagine a Bersani, ritenere concluso il suo mandato esplorativo e intervenire in prima persona. Visto anche come ha gestito la crisi del novembre 2011, questa sembra la soluzione più in linea con il suo carattere. Napolitano sa però di non poter ripetere quanto fatto con Monti, perché stavolta il Pd potrebbe mettersi di traverso, e senza il Pd non si può fare il governo: l'ipotesi di un governo di larghe intese affidato a un tecnico come la Cancellieri o Corrado Passera piace a una parte del Pd ma non a Bersani. Ecco allora, come ipotizza Dagospia, che il Capo dello Stato potrebbe affidare l'incarico a una personalità di spicco che potrebbe piacere ai Democratici, ma che soprattutto non potrebbe non essere votata dai grillini, creando allora quell'esecutivo Pd-M5S a cui Bersani aspirava sin dal giorno dopo le elezioni.

Foto © Getty Images

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO