Movimento Cinque Stelle, il caso Gian Paolo Vanoli: la differenza tra esponenti e semplici iscritti di un partito

Le dichiarazioni sull'omosessualità del dottore iscritto al movimento di Beppe Grillo.

Negli ultimi giorni, hanno fatto molto discutere le dichiarazioni, a dir poco farneticanti, di un certo Gian Paolo Vanoli, frettolosamente definito un esponente del Movimento Cinque Stelle, una manna dal cielo per certa stampa, in questi giorni, letteralmente scatenata contro il movimento di Beppe Grillo.

Riassumendo il caso, Gian Paolo Vanoli definì l'omosessualità alla stregua di una malattia, mescolando incautamente infanzia, vaccini, DNA e autismo, in un mix letale di cui solo lui probabilmente ne ha colto il significato e soprattutto la necessità. Queste sono state le sue dichiarazioni:

Quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay. Il problema lo sentiremo soprattutto nelle prossime generazioni, perché quando abbiamo un omosessuale che genera una figliolanza questi si porteranno dietro il DNA dell’ammalamento del genitore. Perché l’omosessualità è una malattia, anche se l’OMS ha deciso che non lo è. Chissenefrega! La realtà è che è così. Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità.È una microforma di autismo, se vogliamo. Vedrete quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro.

Non è necessario commentare ulteriormente e non serve neanche ricordare la reazione veemente dei media principalmente avversi al movimento di Beppe Grillo. Come già scritto, una manna dal cielo.

Il punto, però, non riguarda queste dichiarazioni, nonostante la palese gravità delle stesse.

Il problema è che quando si intraprende una campagna denigratoria a priori, senza obiettività, contro un partito, l'eccesso di zelo può portare a clamorosi autogol come questi.

Gian Paolo Vanoli, infatti, non è un esponente del partito o una voce ufficiale del Movimento Cinque Stelle, ma un semplice iscritto al movimento. Ergo, il suo pensiero non è quello del partito.

A certa stampa, però, fa comodo dimenticarsi di questa fondamentale differenza, vedasi anche il caso del filo-grillino invitato ad una puntata di Pomeriggio Cinque, trasmissione di Canale 5.

Il M5S non è immune dalle critiche, per carità, ma la correttezza non dovrebbe mai venire a mancare.

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