Rocco Carlomagno: il consenso e il dissenso nell'epoca del Popolo della Libertà

rocco carlomagno conferenza stampaIeri Rocco Carlomagno, un nessuno, "il Paolini della politica" come lo descrive l'Unità, ricordandoci le affinità con il profeta del preservativo, ci ha mostrato un volto che conosciamo benissimo: quello del Potere arrogante, quello del potere bavoso che dovrebbe farci un po' schifo, per la sua protervia.

Per il suo desiderio pazzo di consenso incondizionato, per la sua incapacità di concepire il dissenso, di tollerarlo, di volerlo cacciare fuori dalla porta da un energumeno della security. Cosa viene fuori dallo scambio di ieri? Viene fuori che, al solito, il Popolo della Libertà, è un nome, un contenitore, un nulla totale. Dov'è la libertà? La libertà di chi fa la vittima, pur essendo il più forte.

Un fatto da nulla come quello di ieri, è una scemenza: tra cinque giorni ce lo saremo scordato. Ma è uno di quei dettagli che rendono perfettamente l'idea del resto: è la classica "parte per il tutto", è una specie di notizia che diventa metonimia, in cui prendi un pezzo, un evento, un fatto di cronaca, e in un secondo ti viene da pensare al Paese che ha in mente Silvio Berlusconi. A me non piace tanto: peccato che ci si viva di già.

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