Caos liste Pdl nel Lazio: pressapochismo e incapacità, altro che komunisti e toghe rosse


Dopo le favole raccontate ieri in conferenza stampa dal premier sui magistrati cattivi che non accettano le liste del Pdl, i Carabinieri che non impediscono violenze e soprusi all'interno dell'ufficio elettorale e il successivo siparietto del La Russa furioso che torna alle origini riassaporando i bei tempi andati, ci possiamo rilassare leggendo qualche riga da Libero di oggi.

Un pezzo firmato Geronimo e intitolato Che contrappasso: il partito dei nominati è caduto sulle nomine riporta tutta la questione alla sua dimensione originale, facendo piazza pulita (da destra) di facezie e leggende metropolitane utilizzate da Berlusconi per giustificare l'ingiustificabile manifestazione convocata a Roma per il 20 marzo.

Leggiamo dunque Libero: "La vicenda delle liste, ed in particolare quella del PdL nel Lazio, è responsabilità del pressappochismo dell'intera classe dirigente locale di quel partito.... non esistono nel PdL (in realtà in quasi tutti i partiti) organi collegiali che approvano le liste almeno 24 ore prima dell'inizio della presentazione... Così si faceva un tempo lontano quando politica significava democrazia e quando a presentare le liste erano funzionari professionalmente dotati che non andavano a mangiare un panino in prossimità di una scadenza oraria per la presentazione della lista...

Oggi ci sarà pure un atteggiamento cavilloso da parte dei preposti all'approvazione delle liste (cancellieri e magistrati) ma resta il fatto che le liste del PdL sono state continuamente ritoccate da vassalli, valvassini e valvassori e chi era preposto alla loro presentazione non era adeguato al compito. Nessuno più crede infatti alla favola che tutto accade per colpa dei comunisti che non ci sono più e i cui eredi su questo terreno fanno a gara a chi è più insulso e incapace. Inventarsi un nemico per giustificare le proprie incertezze politiche ed organizzative può incantare una volta, una seconda ed una terza ma poi nessuno berrà più le storielle e il PdL rischia, prima ancora di implodere, di essere seppellito da una grande risata".

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