Elezioni regionali 2010. Il decreto interpretativo è inutile per il Pdl, ma in compenso aiuta i socialisti

Paradossali le prime conseguenze del decreto interpretativo adottato dal Governo (e firmato dal Presidente Napolitano) che doveva sanare le defaillances del primo partito italiano nella presentazione delle liste. Poi tutti sappiamo com'è andata a finire. In Lombardia il Tar lo ha reso inutile, dando ragione a Formigoni. Nel Lazio la legge regionale sembra non permetta di adottarlo.

Tutto inutile, dunque? Be' sì. Per il Pdl. Quando tutti ormai avevano appallottolato le pagine del dispositivo gettandole nel cestino più vicino, è giunta notizia della prima applicazione del decreto suddetto. Dove? In Liguria, dove la lista del Nuovo PSI è stata riammessa alla consultazione elettorale proprio in virtù della nuova norma, secondo la notizia data stamane dal GR1 Rai.

Questo il primo curioso sviluppo di una situazione sulla quale - ricordiamolo - pende un ricorso proprio della Regione Lazio; ricorso che sostiene l'illeggitimità del procedimento. Sulla questione si attende una decisione finale della Consulta, il cui presidente Francesco Amirante dovrebbe annunciare la data della seduta tra oggi e domani. Tempi previsti per la conclusione del tutto: entro la fine di settimana prossima.

Nell'attesa dell'esito i socialisti ballano. Mentre qualche ex, tra cui annoveriamo il nostro attuale Presidente del Consiglio, invece di dichiararsi almeno parzialmente soddisfatto, continua a parlare di "porcherie e disegno contro di noi". Com'è strana la vita.

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