Guido Westerwelle: piccoli Berlusconi crescono (in Germania)?


Il fenomeno Berlusconi è solo un sintomo della storica "anomalia italiana"? Oppure il belpaese è solo un laboratorio avanzato per quella che sarà la politica del XXI secolo? Recenti sviluppi dalla vicina Germania farebbero propendere per la seconda ipotesi.

Stiamo parlando di Guido Westerwelle, ministro degli esteri e capo dei liberali della FDP, che dallo scorso anno (qui un commento ai risultati delle elezioni tedesche 2009) sono partner di coalizione della CDU di Angela Merkel.

Da quando è entrato in carica infatti il buon Guido non fa che far parlare di sè per le sue uscite provocatorie, roboanti e fuori dagli schemi della politica tedesca, ancora legata ad uno stile compassato paragonabile a quello della Prima Repubblica Italiana (basti pensare all'insipida Angela Merkel).

Prendiamo le vicende degli ultimi giorni: il ministro è stato fortemente criticato per aver portato con sè, in un recente viaggio diplomatico in America Latina, oltre al suo compagno Michael Mronz (il leader della FDP è dichiaratamente gay), vari personaggi legati alla FDP e ad imprese vicine al partito e alla famiglia Westerwelle.

Per dirla con le parole dell'autorevole settimanale Der Spiegel, Guido è stato accusato di "aver fatto confusione tra la sua carica, il suo partito e la sua vita privata". Accuse che potrebbero suonare risibili al pubblico italiano, abituato a ben di peggio da parte della sua classe politica, ma che destano ancora - pare - un certo scalpore nella Repubblica Federale.

La novità sta nel modo in cui il dinamico leader dei liberali ha deciso di rispondere a queste accuse: in pieno stile berlusconiano. Regola numero 1: mai rispondere nel merito delle accuse, ma sempre attaccare l'opposizione. Regola numero 2: sempre vestire i panni della vittima. E infatti Westerwelle ha dichiarato:


"L'opposizione, non avendo più argomenti politici, è passata agli attacchi personali contro me e la mia famiglia"

Regola numero 3: sempre evocare il sospetto di "doppi fini", di "complotti" e di "scandali ad orologeria":

"In Nord Reno Westfalia (dove in maggio ci saranno le elezioni regionali in cui la sinistra parte favorita, ndr) si sta preparando una maggioranza di sinistra: e questo è il motivo per le manovre e la campagna di stampa alla quale stiamo assistendo"

Regola numero 4: stabilire un'equazione di fondo tra gli attacchi alla propria persona e al proprio partito e quelli alla "democrazia" in toto:

"E' una campagna di diffamazione: bisogna stare attenti che la democrazia tedesca non venga messa in pericolo da queste accuse" (dichiarazione di Christian Lindner, segretario generale della FDP)

Regola numero 5: evocare lo spettro dei totalitarismi del XX secolo:


"Non vogliamo che in Nord-Reno Westfalia, dopo soli 20 anni dal crollo del muro, i comunisti e i socialisti abbiano voce in capitolo! (..) Se la sinistra governerà questo paese, non ci sarà più una cultura politica"

Le somiglianze con le dichiarazioni dei vari Capezzone e Cicchitto nei "panini" dei telegiornali italiani sono piuttosto impressionanti. E mi hanno fatto tornare in mente una profezia che avevo messo nero su bianco un po' alla leggera, all'epoca della campagna elettorale di Barack Obama.

In quel periodo lo Spiegel si lamentava del fatto che i politici tedeschi fossero, al confronto con il carismatico Obama, di un grigiore e di una noia impressionanti. Dopo un'analisi dei parallelismi tra Germania e Italia, avevo concluso il mio articolo con queste parole:


Anche nel nostro paese per più di 40 anni, la classe politica è stata praticamente priva di personaggi carismatici, per una ragione molto simile: l’ombra lunga del Duce. Con l’avvento della cosiddetta “Seconda Repubblica” però, tutto è cambiato: personalizzazione della politica, capi carismatici dalle smisurate abilita mediatiche, strutture di partito sempre meno influenti. Ad oggi PD e PDL sono due entità evanescenti, sottoposte all’autorità dei loro capi. Da qualche tempo abbiamo, almeno a sinistra, perfino le primarie all’americana. Ma che a questo abbia corrisposto un miglioramento della nostra politica è quantomeno discutibile. (..) Forse questa volta è il nostro turno di dare un consiglio non richiesto: achtung, cari amici tedeschi, andando alla ricerca del vostro Obama, potreste invece finire per ritrovarvi tra una ventina d’anni con un Berlusconi in salsa teutonica

A quanto pare, c'è voluto molto meno di vent'anni.

Foto | Flickr.

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