Cosa succede senza un governo? Il caso del Belgio

Grillo evoca il Belgio, in cui per quasi due anni non si è riusciti a formare un governo

Beppe Grillo, nel suo proclama di ieri in cui invitava a mantenere in carica il governo Monti per gli affari correnti e ad andare avanti "ad libitum" senza un governo, sembrava far riferimento al caso del Belgio.

In Belgio infatti si è verificata, non troppo tempo fa, una situazione di vuoto di potere con pochi eguali in un paese democratico: per quasi due anni, il paese è rimasto senza governo, o meglio con un governo in carica per l'ordinaria amministrazione ma senza riuscire a formarne uno nuovo. Per l'esattezza, dalle elezioni del 13 giugno 2010, solo il 6 dicembre 2011 si è trovato l'accordo per un nuovo esecutivo, guidato dall'italo-belga Elio Di Rupo. Anche in quel caso, come da noi oggi, il paese era diviso in tre blocchi che non riuscivano a parlarsi: il partito più votato è stato quello populista di estrema destra N-Va Nuova alleanza fiamminga, che però non aveva i numeri per governare da solo. Gli altri due principali partiti, i socialisti e i liberali, si sono rifiutati di governare con N-Va ma non sono riusciti neanche a trovare un accordo tra loro, almeno fino al dicembre 2011. Cos'è successo nel frattempo?

Con il governo uscente in carica ma impossibilitato a intervenire, il Parlamento ha potuto legiferare (anche se la sua capacità di farlo è stata oggetto di discussione tra i costituzionalisti), ma lo ha fatto solo affrontando temi di importanza secondaria o emanando direttive di massima. In tutto, in 540 giorni senza governo, sono state approvati 77 provvedimenti, compresi quelli proposti dal governo uscente nella precedente legislatura.

Eppure in molti ambienti europei, il caso belga ha fatto scuola ed è stato usato per dimostrare che "senza un governo è meglio". Questo perché nei 540 giorni di vuoto esecutivo, il Belgio ha visto crescere il proprio Pil del 2,4%, come non succedeva da anni, e nel momento peggiore della crisi economica europea, il paese è stato quello che se l'è cavata meglio dopo la Germania. Merito della mancanza di un governo? Difficile dire cosa sarebbe accaduto con un esecutivo pienamente in carica, ma è piuttosto arduo sostenere che sia stata la mancanza di interventi in merito a far crescere l'economia. È più corretto dire che il Belgio veniva da uno dei bienni peggiori, e che dal 2010 la convergenza economica positiva abbia contribuito a far crescere il prodotto interno lordo. Oltretutto, il governo precedente aveva già attuato alcune misure di austerity, che non essendo state messe in discussione neanche dal Parlamento, hanno consentito di abbassare il deficit del paese.

Dire quindi che il caso del Belgio sia da prendere come riferimento è quantomeno un azzardo. La situazione politica del paese non è delle più tranquille: il partito di estrema destra continua a mietere consensi e alle elezioni del 2014 potrebbe ottenere la maggioranza per governare da solo, e in molti parlano di rischio democratico. Inoltre, la storica spaccatura tra fiamminghi e valloni si è andata approfondendo, tanto da far temere una secessione. Infine, nell'anno e mezzo senza governo i belgi sono scesi spesso in piazza per protestare contro i politici che non si mettevano d'accordo.

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