Governo, una senatrice del M5S: «Voterei la fiducia a Bersani». Grillo apre a uno "pseudo tecnico"?

Nella riunione del gruppo al Senato, Alessandra Bencini ha proposto di appoggiare il segretario Pd

Che la compagine del Movimento 5 Stelle non sia un monoblocco telecomandato da Grillo e Casaleggio è stato chiaro sin dall'elezione di Pietro Grasso alla presidenza del Senato, ma ora, man mano che il gruppo prende dimestichezza con l'attività politica – e nonostante il "commissariamento" deciso dall'alto – emergono in maniera chiara e palese le varie anime dei grillini.

A rompere il silenzio è oggi la senatrice Alessandra Bencini, infermiera toscana 44enne, l'unica dei 53 rappresentanti a 5 stelle a Palazzo Madama ad aver votato contro i suoi colleghi che, alla riunione del gruppo, hanno optato per il no alla fiducia a Bersani. Lei oggi parla con il Corriere della Sera, violando così anche la regola che vuole che solo i capigruppo rilascino dichiarazioni, e dice che se Bersani si presentasse in aula con un governo "con una buona squadra" lei potrebbe votare sì.

È consapevole che questo le costerebbe l'espulsione – d'altronde è lei stessa a dire di non voler restare in Parlamento per molto tempo – ma aggiunge anche che i suoi colleghi non le hanno tolto la parola, e anzi sono stati a sentire le sue spiegazioni. E di espulsione non se n'è neppure parlato.

E che si apra qualche breccia nel fronte del Movimento lo dimostrerebbe anche un'ultim'ora, non confermata, secondo cui dalla riunione di stamattina sarebbe emersa una cauta apertura: i grillini potrebbero appoggiare un premier "pseudo tecnico", ovvero un non parlamentare anche se di area (si fanno i nomi di Stefano Rodotà e dello storico dell'arte Salvatore Settis). Beppe Grillo non parteciperà alle consultazioni di questo pomeriggio ma ha già avuto un colloquio telefonico con Napolitano: forse l'apertura è già stata formalizzata.

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