Crisi di Cipro, il presidente rassicura: "Non vogliamo lasciare l'euro"

"L'Unione Europea ha fatto richieste senza precedenti, costringendo Cipro a diventare un esperimento".

Ma futuro incerto a Cipro

Cipro non ha intenzione di lasciare l'euro. La rassicurazione è del presidente dell'isola, Nicos Anastasiades, che ha parlato con i dipendenti pubblici rassicurando anche i ricchi investitori stranieri: "Le restrizioni sulle transazioni bancarie saranno gradualmente eliminate". Anastasiades ha aggiunto che Cipro ha "contenuto" il rischio di bancarotta grazie ai forti aiuti arrivati proprio dall'Eurozona.

Non sono mancate però le stoccate a Bruxelles da parte del capo di Stato cipriota: Dal 1974, quella di ora è stata la peggiore crisi mai affrontata nel Paese dalla guerra che divise in due l'isola. Il peggio pare essere alle spalle, ha voluto dire ancora Anastasiades.

"Non abbiamo in ogni caso l'intenzione di abbandonare la moneta unica europea. Il pericolo immediato di bancarotta è stato scongiurato, la situazione malgrado la tragedia è contenuta". L'imposizione di controlli sui capitali, in base al decreto di promulgazione, dovrebbe durare una settimana. Ma ieri il ministro degli Esteri, Ioannis Kasoulides, ha allungato di molto i tempi, parlando di un mese.

Dagli economisti è arrivata poi una previsione piuttosto nefasta per Cipro: per gli esperti, infatti, ci potrebbero volere anni prima che la fiducia del popolo cipriota si riprenda abbastanza da far togliere le restrizioni che sono state imposte in questo periodo di grave emergenza. Il rischio principale, effettivamente, è che l'economia di Cipro ora crolli e cada in recessione. E i tempi di ripresa, in questo caso, nessuno li potrebbe sapere.

Foto | © Getty Images

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