Napolitano non si dimette. E il Governo Monti prende accordi con l'Europa

Dal Quirinale, mille ipotesi. Fra cui anche quella delle dimissioni del Presidente della Repubblica. Però, Napolitano la sconfessa.

Giorgio Napolitano ha deciso di non dimettersi.

«Penso di poter contribuire fino all'ultimo giorno del mio mandato»

«Persistono posizioni diverse sul governo. Continuo a esercitare il mio mandato fino all'ultimo giorno come il senso dell'interesse nazionale mi suggerisce, non nascondendo al Paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo la mia fiducia nella possibilità di un responsabile superamento della situazione che l'Italia attraversa»

Quanto al Governo, il Capo dello Stato ha ricordato che è operativo, dimissionario ma non sfiduciato dal Parlamento, anzi:

«sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia, d'intesa con la Ue e con l'essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della commissione speciale presieduta dall'onorevole Giorgetti».

Ipotesi dimissioni

Giorgio Napolitano si dimette?

Fra le ipotesi di queste ore convulse ce n'è una che si fa strada, in maniera insistente, e che si era ventilata già qualche tempo fa: le dimissioni di Giorgio Napolitano.

Potrà anche sembrare un'enormità, ma dopo il fallimento di Pier Luigi Bersani nella formazione di un esecutivo, la strada, da stretta, si è trasformata in mulattiera.

A chi teorizza il "governo del Presidente" (o "tecnico" o "istituzionale") sfugge, forse, che c'è già stata la recente esperienza del Governo Monti e che, nel frattempo, ci sono state le elezioni.

Napolitano, peraltro, si trova nella spiacevole situazione di non poter sciogliere le Camere, visto che siamo abbondantemente all'interno del semestre bianco (gli ultimi sei mesi di mandato, durante i quali, come noto, i poteri del Presidente della Repubblica sono ridotti). Il nome terzo che potrebbe mettere d'accordo tutti (ma poi, tutti chi?) sembra essere lontano. Sembrano essere lontane anche le possibilità di intesa fra le forze in campo. Quindi, non resterebbe che tornare al voto. Solo che per tornare al voto occorre sciogliere prima le Camere.

Così, la possibilità delle dimissioni si fa concretissima. Napolitano potrebbe lasciare per far sì che il Parlamento elegga un Presidente della Repubblica (che poi, sia ben chiaro, rimarrebbe in carica sette anni) che poi possa sciogliere le Camere per riportare il Paese alle urne.

Uno stallo clamoroso.

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