Silvio caos. Alle urne, o tutti a casa?


Nella storia dell’Italia repubblicana mai una vigilia elettorale è stata così in preda al caos.

Un Premier oramai “dimezzato”, super indagato, che chiama i suoi alla rivolta perché “Pm e sinistra vogliono influenzare il voto”. Un Premier che invece di guidare da Palazzo Chigi il Paese in affanno, è titolare di un “ufficio legale” permanente e itinerante: da mattina a sera e dalla sera al mattino è inchiodato su vicende giudiziarie personali.

Mai è stato così in Italia. Non è così in nessun Paese occidentale.

Ma il caos è dilagante. C’è la corsa all’indagare: tutti indagano su tutto. E’ la caccia alle streghe. Il ministro della Giustizia (!?) Alfano, con la bava alla bocca, cerca le “talpe da punire” per farne poi un bel falò in piazza. Presto toccherà agli Untori e saremo alla Colonna infame di (triste) manzoniana memoria.

E, in questo quadro, a dieci giorni dal voto, tutti promettono tutto. Come niente fosse.

Luca Cordero di Montezemolo, con la sua ItaliaFutura lancia l’astensionismo che “ A volte non è qualunquismo ma forma consapevole di espressione democratica, quando l’offerta politica tende a farsi deludente …”. L’appello è chiaro: se i politici fanno schifo, disertate le urne. Come dargli torto?

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