Il Pd ha paura del boomerang elettorale a causa dell'inchiesta di Trani


L'inchiesta di Trani e l'iscrizione del premier Silvio Berlusconi nel registro degli indagati continuano a essere sulle prime pagine di tutti i giornali. I partiti incominciano a valutarne l'effetto elettorale e il Pd, a detta di molti suoi esponenti, ha una certa preoccupazione sulle conseguenze. Non è solo un'inchiesta che nei contenuti lascia perplessi (come segnala l'ex Pm Casson, parlamentare del Pd) ma anche le tempistiche fanno pensare e sono criticate dalla deputata Paola Concia (sempre dei democratici).

Sono quindici anni che ogni volta che ci sono elezioni a quindici giorni dal voto, zac, scatta puntuale una inchiesta sul Cavaliere, non se ne può più

Tornando alle ripercussioni elettorali il Pd si preoccupa di non alimentare polemiche e di non puntare troppo sull'indagine pugliese ma rimane una certa "paura" di un recupero berlusconiano dopo il caos liste come segnala Beppe Fioroni prevedendo un contraccolpo elettorale con quest'inchiesta

Se continuano così, questi giudici faranno vincere Berlusconi


D'altronde storicamente Berlusconi dà il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) nelle situazione di difficoltà, soprattutto in campagna elettorale. E questa inchiesta (che per molti rischia di essere quasi subito archiviata) offre spazio alla propaganda sulla magistratura politicizzata, sulle indagini ad orologeria, sulle toghe rosse, sul tentativo di bloccare il Governo tramite azioni giudiziarie.

Il Pd, non preoccupandosi di allontanarsi in questo modo da Di Pietro (ovviamente a sostegno dei pm), preferisce tenere un profilo basso per non ricominciare la solita polemica che vede negli attacchi a Berlusconi il fulcro delle campagna elettorale. I democratici vogliono tenersi distanti per non "aiutare" lo sfidante ma basterà il loro silenzio per evitare il pericolo della rimonta del centrodestra, dopo i problemi recenti?

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