Fuori dalla Tv, ora su Internet: gli effetti sui media della stretta berlusconiana sulla Rai


Tg1 filo-governativo come mai prima, pressioni dirette del Presidente del Consiglio su Minzolini e sui dirigenti Rai per la cancellazione dei programmi “scomodi”, sospensione dei talk-show politici in campagna elettorale (nonostante la sentenza del TAR)…

Le notizie degli ultimi giorni lo indicano chiaramente: il grado di controllo del centro-destra sulle televisioni sta toccando il suo apice –a 16 anni di distanza dalla famosa promessa del Cavaliere: “In Rai non sposterò nemmeno una pianta”.

Eppure i media – come le società – sono un qualcosa di estremamente dinamico, e ogni tentativo di reprimere le opinioni critiche da una parte (la Tv) porta ad una sua espressione con maggiore forza da un’altra (Internet). Lo abbiamo visto con la nascita del Popolo Viola, ed è quanto sta succedendo in questi giorni sui siti dei principali quotidiani italiani, che si sono improvvisamente messi a produrre talk show in streaming.

Si è liberata improvvisamente una nicchia di informazione, quella dei dibattiti politici serali, di grande successo e redditività (basti pensare agli ascolti-record toccati spesso da Annozero). E si è aperta la gara tra chi cerca di occuparla.

Pensiamo a Mentana – sostituito a Mediaset da Alessio Vinci– che fa il suo ritorno non su un canale televisivo ma come conduttore dei dibattiti politici che il Corriere della Sera sta proponendo da qualche giorno sul suo sito, come segnalava Luca Landoni su queste pagine pochi giorni fa.

Anche Il Fatto Quotidiano, oltre ad aver pubblicato un'imperdibile intervista video a Minzolini, ha inaugurato il suo Telebavaglio – una web tv fatta in redazione – e si appresta ad organizzare "Raiperunanotte", "un SuperAnnoZero che incrocerà la piazza, la rete e la televisione per l'ultimo giovedì di campagna elettorale". Infine Repubblica, non potendo ovviamente essere stare a guardare i suoi concorrenti, si è lanciata all’inseguimento con nuovi dibattiti su Repubblica TV.

Sarà interessante vedere cosa succederà quando (e se) i vari Porta a Porta, Ballarò & co. torneranno in onda: le loro imitazioni sulla rete spariranno? Sembra improbabile. Più plausibile ipotizzare che una volta aperta la strada, i talk show politici su Internet diverranno sempre più comuni.

Come direbbe Manuel Castells, l’integrazione di Internet e televisione rappresenta il futuro dei media. Forse in Italia – grazie paradossalmente all’eccezionale livello di controllo governativo sul mezzo televisivo – questa fusione si sta svolgendo in modalità particolari ed accelerate.

State sintonizzati (sulla rete) quindi: ne vedremo delle belle.

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