Elezioni Regionali 2010: Roberto Formigoni deve affrontare il fantasma di Piergianni Prosperini



Ci sono esponenti politici che più di altri rappresentano il momento storico. Se Silvio Berlusconi è rappresentativo di come il privato possa cannibalizzare il pubblico Antonio Di Pietro è figlio di quell’astio che non ti fa andare oltre il proprio rancore.

Tra un estremo e l’altro si collocano una serie, più o meno, infinita di esponenti politici locali su cui spicca l’ortodosso assessore lombardo Piergianni Prosperini a cui il gip di Milano Andrea Ghinetti ha concesso gli arresti domiciliari.

Prosperini, come documentato dal Giornale, ha deciso di abbandonare l’attività politica dopo essere stato arrestato per corruzione, turbativa d’asta e truffa in relazione a un presunto giro di tangenti legate alla promozione televisiva del turismo lombardo.

Al suo posto, come documentato anche da noi di polisblog.it, si era ipotizzato per qualche settimana Renzo Bossi impegnato successivamente a sostenere Roberto Castelli (esponente leghista ed ex Ministro della Giustizia) per conquistare Lecco dove l’attuale vice Ministro si è presentato per diventare primo cittadino.

L’arresto di Piergianni Prosperini deve far riflettere poiché avvenuto molte settimane prima che a Milano si parlasse di una nuova tangentopoli a seguito delle dimissioni di Mirko Pennisi (responsabile della Commissione Urbanistica di Milano).

Roberto Formigoni, poco dopo l’accaduto, prese le difese del proprio collaboratore sostenendo l’innocenza di Prosperini.

Chissà se nel frattempo, davanti alla decisione del diretto interessato di ritirarsi, ha cambiato idea. Anche di questo dovrebbe parlare come candidato alla presidenza della Regione Lombardia. Soffermarsi sui dettagli dei timbri non è sufficiente.

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