Intervista - polisblog incontra Marco Roveda



La cronaca negli ultimi mesi ci ha offerto una serie di spunti interessanti. Malgrado di territorio non si parli ufficialmente, l’ambiente è spesso oggetto del dibattito politico. A causa di una legge su questo argomento è saltata la giunta Soru mesi prima delle elezioni regionali del 2009.
La mancata tutela del territorio ha causato un’alluvione omicida in Sicilia. Della tragedia ambientale lombarda, a causa della quale il fiume Lambro è stato inquinato ne ragioneremo ancora. E ancora.

Il dibattito sul nucleare si è arenato proprio sulla scelta dei siti. L’Europa ha imposto all’Italia l’acquisto di energia pulita qualora non riuscisse entro il 2020 a produrne a sufficienza. Non è detto che se di ambiente non si ragioni apertamente l’argomento non aleggi nell’aria. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un punto con Marco Roveda, fondatore di LifeGate.

Lei, come spiegato dai colleghi di ecoblog.it, è a capo di un progetto rappresentativo della green economy. Immagino che lei, in quanto ambientalista, non sia favorevole alla costruzione di centrali nucleari. Ci può spiegare il perché?

Premesso che in Italia forzare sul nucleare sarebbe un errore perché siamo in ritardo di almeno vent’anni sullo sfruttamento di questa tecnologia e che risulterebbe obsoleta al momento della sua realizzazione, né veloce né facile, sarebbe comunque sbagliato finanziare il nucleare rispetto alla ricerca sulle fonti rinnovabili, che invece sono il vero futuro.

In ogni modo, una posizione scientifica sul nucleare dovrebbe essere il risultato di un approfondito lavoro scientifico di scienziati e non di politici; per quanto riguarda invece la posizione ideologica di LifeGate è certo che non può essere favorevole al nucleare perché non va nella direzione di riequilibrio dell’ecosistema.

Intervistato dal sottoscritto, Giovanni Bachelet (Pd) ha affermato che l’attuale governo non vede nella green economy un’opportunità di rilancio dell’economia. Anche lei la pensa così? Perché?

Sicuramente la green economy è un’opportunità di rilancio dell’economia. Sta nascendo un ‘mercato verde’ che innesca progetti nuovi. Dobbiamo considerare che tutto quello che va nella direzione del sostenibile, come ad esempio le auto a basso impatto ambientale, l’abbigliamento prodotto nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente e tutti i prodotti che promuovono la sostenibilità, può essere considerato motore della green economy, che io preferirei chiamare “Economia etica”.

Questo perché i suoi prodotti salvaguardano l’ambiente per quello che rappresentano e soprattutto per come sono stati fatti e da chi. Tutto questo aiuterà l’affermarsi di un nuovo lifestyle che influenzerà i consumi ed i comportamenti dell’individuo e della comunità.

Il Network di LifeGate nasce sullo stesso territorio del Lambro dove si è registrato, nelle scorse settimane, un disastro ambientale. I colpevoli di quanto è successo, secondo lei, sono solo i sabotatori di Lombardia Petroli? Perché?

Diverse inchieste sono state aperte. Non ho elementi per esprimermi sui colpevoli, ma so per certo che:
Chi viene colto a commettere questo tipo di reato, rischia 12 anni di prigione. Non solo. Rischia anche il gestore dell'impianto, se non dimostrerà che le misure di sicurezza erano efficaci. 

Non esiste il reato di disastro ambientale e sarebbe invece ora che il codice penale venga aggiornato contemplando questo reato e regolandolo pesantemente. Gli scarichi dovrebbero essere controllati meticolosamente e severamente. Aggiungerei, già che ci siamo, tutta una serie di reati da punire con il penale, come ad esempio quello di imbrattare la strada, sporcare i prati, gettare l’immondizia dai finestrini o abbandonarla ovunque.

A questo proposito proporrei, oltre agli autovelox che multano la velocità dei veicoli, la collocazione di telecamere che individuino e permettano di punire i responsabili.

Secondo lei la regione Lombardia, governata da Roberto Formigoni, ha fatto legge per migliorare la salute dell’ambiente? Cosa secondo lei dovrebbe fare, per prevenire i disastri su cui si ragionava pocanzi, chi dovrà amministrare la sua regione per i prossimi anni?

Certo, qualcosa è stato fatto, ma sempre troppo poco rispetto a quello che dovremmo fare in una situazione contingente come questa. Io vorrei che si capisse che i danni all’ambiente sono danni alla salute.

Comprendere i meccanismi di questo equilibrio sarà vitale per il nostro futuro. Chiunque governerà la regione per i prossimi anni dovrà considerare che è assolutamente necessario diffondere eco-cultura e strumenti di consapevolezza e responsabilizzazione delle persone rispetto ad un nuovo bisogno primario, quello di conservare l’equilibrio dell’eco-sistema, che purtroppo abbiamo perso.

Provando ad allargare il punto di vista vorrei capire con lei se il Ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sta lavorando bene. Per lei l’esponente politica è promossa o bocciata? Perché?

Per esprimere la mia promozione o bocciatura nei confronti del Ministro Prestigiacomo dovrei salire in cattedra e ciò non mi piace. Posso dire però che io al posto suo avrei preso posizioni più nette, ma forse, è proprio per questo che hanno messo lei e non me.
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