Ore 12 - E adesso Berlusconi (di flop in flop) teme il "dardo" di Montezemolo

altroNon è il sol dell’avvenir. Ma c’è qualcosa nell’aria. Turba il centrodestra, ghiaccia il Pdl, sballa Bossi, sbiella Berlusconi.

Nel casino di questa Italia senza più capo né coda, dopo il caos liste, ieri a Napoli il partito del “predellino” ha fatto nuovamente cilecca.

Ringhioso il Premier, per le sedie vuote del parterre: meno di due mila presenti degli oltre 10 mila aficionados previsti. Con Italo Bocchino (longa manus finiana) che fa il … Corona di turno, fotografando compiaciuto il flop annunciato.

Non tira più l’Unto del Signore? Vedremo domani, nella strombazzata nuova marcetta su Roma, capitale che non ne può più.

Come non ne possono più gli italiani. Presi in giro dal disco rotto del Premier “avvitato” su se stesso, testardo e implacabile mini donchisciotte crociato del mondo libero contro i comunisti già a ridosso di Ponte Milvio e pronti al balzo per far abbeverare i loro cavalli nella fontana di Piazza San Pietro. La pelatina del Cav. dà l’alt ai baffoni truci dell’ombra del compagno Stalin.

Ma “Fortuna che Silvio c’è” è il motivetto oramai fuori dalla hit parade. E il Governo del fare si è squagliato al primo sole di primavera.

Non sarà Bersani e il suo Pd, tanto meno Di Pietro e il suo Idv, a far saltare la baraonda del centro destra sgangherato. E nemmeno Bossi, teso a raschiare il fondo bisunto del barile sforacchiato, pronto a vendere le spoglie (Dio non voglia) del Cav.

Tira un venticello traditore. Una parte dei cosiddetti poteri forti ha affidato a Luca di Montezemolo la fionda, per lanciare il dardo velenoso dell’astensionismo. Se l’ex ragazzo prodigio del “drake” Enzo Ferrari colpirà nel segno, la pentola si scoperchierà.

Non salterà solo il Cavaliere. Perché ad essere delegittimata sarà l’intera politica. E il “tutti a casa” sarà un solo grido.

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