Il sabato del villaggio


Rullano i torpedoni verso la capitale. Il popolo “interclassista” risponde agli ordini del “sultano”, oggi a Roma, per la conta.

Altri tempi quando il Cavaliere ripudiava le piazze rosse “inutili” e “minoritarie”, quando il popolo vero, la “maggioranza silenziosa” se ne stava comoda a casa davanti alle libere tv del Biscione.

Se non fosse per le facce di Bondi, La Russa, Verdini, quello di oggi che s’intruppa a San Giovanni, la mitica piazza della sinistra che fu, potrebbe sembrare un popolo “festoso” che tocca con mano la “Roma ladrona”, il Palazzo, la Casta, la Politica.

Come dite? Che a Palazzo Chigi non ci sta Prodi, che al Campidoglio il bello “guaglione” e il “uolter” sono come la statue di Marcantonio e la fascia tricolore ce l’ha un ex fascista ripulito, che il Sultano tiene il potere da non si sa più nemmeno quando, che Bossi presto farà senatore persino uno come il figlio. “Ecchissenefrega”.

Questi (questo) hanno riportato la libertà, concesso il benessere, spazzato via con la ramazza … di leninista memoria i comunisti, hanno messo in riga giudici inneggianti al Che, hanno cancellato leggi e regole obsolete e inutili. Viva il Cav. Ieri, oggi, domani.

Pierluigi Bersani (anche stavolta) non c’azzecca, nell’affondo contro Berlusconi: “Fa il capo partito, il capo popolo, il capo lista, il capo redattore del Tg1, fuorchè fare il capo del governo”. Ma ringraziamo Iddio!

L’Italia peggio di così non è mai stata. Se questi l’hanno ridotta così, un ridicolo circo, senza governarla, chissà, governandola, cosa avrebbero combinato!

Così, per evitare i processi nei tribunali e per evitare il giudizio degli italiani, oggi Berlusconi chiama i compatrioti in piazza. Gliefarà vedere lui, al “nemico” (inventato)! Fra una settimana si vota. Gli italiani, nell’urna, possono fare in modo che quella di oggi sia l’ultima crociata. E l’ultima piazzata.

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