Nella guerra dei numeri il Pdl vince con la sua manifestazione il confronto con la sinistra


Immancabilmente come a ogni manifestazione di qualsiasi colore politico scatta la guerra dei numeri. Sabato 13 marzo il centrosinistra in Piazza del Popolo ha raccolto 25000 persone (fonte questura) mentre gli organizzatori avevano annunciato dal palco la presenza di 200000 persone.

L'altro ieri il Pdl ha raccolto, sempre secondo la questura, 150000 manifestanti in Piazza San Giovanni nonostante Verdini avesse detto al microfono che c'era un milione di persone ad assistere al comizio. Insomma per entrambe le coalizioni aumentare a dismisura i numeri sembra una costante e tra l'altro lo fanno addirittura quasi con le stesse proporzioni, in questo caso aumentando le cifre di quasi 10 volte rispetto alla realtà.

Questa guerra dei numeri ha incominciato ad annoiare tutti e diventa persino imbarazzante per chi costantemente butta numeri a casaccio e poi puntualmente viene smentito dai dati reali. E bisogna dire che non è affatto una novità di questi giorni ma ormai dura da anni. Tornando al confronto non si può non notare che comunque il Pdl da solo ha ottenuto un afflusso di manifestanti 6 volte maggiore rispetto alla sinistra...

...che la settimana precedente aveva avuto una manifestazione unitaria con adesioni di tutti i partiti che componevano la vecchia Unione prodiana.

In realtà tutti si aspettavano numeri minori per il Pdl e molto superiori per il centrosinistra. Al di là dei proclami dei big di partito, viste le difficoltà del centrodestra soprattutto dopo il caos liste, ci si aspettavano meno persone in piazza. Molti commentatori e giornalisti preannunciavano disaffezione, rischio flop, mancanza di entusiasmo, crollo di leadership per Berlusconi ed oggettivamente sono stati smentiti; la scommessa è stata vinta nonostante il poco tempo per l'organizzazione. Mentre per la sinistra, visto un clima dipinto come a lei favorevole considerati gli errori sulle liste e alcune inchieste negative per il centrodestra, si preannunciava una partecipazione molto più massiccia, in virtù di moltissime adesioni di movimenti, partiti e associazioni.

Rimangono le accuse incrociate di flop e di manifestanti portati in gita (anche se fosse vero non sarebbe comunque una novità).
Entrambe le manifestazioni non dovrebbero comunque spostare molti voti nell'ottica delle regionali. Al massimo avranno compattato i propri elettorati, convinto qualche deluso o indeciso ma difficilmente saranno state utili per spingere qualcuno a votare per le regionali sulla base di un programma, di proposte specifiche o contenuti non legati alle vicende nazionali.

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