Il toto-ministri all'alba della vittoria di Alemanno a Roma

In fondo nemmeno il Partito delle Libertà ci credeva fino in fondo, al punto da ipotizzare Gianni Alemanno come costante in uno dei principali dicasteri da attribuire nella compagine di governo. E ora che il Campidoglio è stato conquistato davvero dal centrodestra, urge un ripensamento sulle poltrone anche alla luce del ritrovato potere di AN, forte di un successo così importante e clamoroso.

Dando ormai per scontato il sottosegretariato di Gianni Letta, così come Esteri a Frattini, Economia a Tremonti e Interni a Maroni (anche se qualche voce dissonante parla di una messa in discussione di quest'ultimo), i crocevia principali divengono Welfare e Giustizia. Quest'ultima oscilla sempre tra AN e Forza Italia, e potrebbe risolversi in un duello Mantovano-Vito, mentre il nome della Bongiorno pare eclissarsi. La Russa e Matteoli dovrebbero mantenere Difesa e Infrastrutture, Scajola andrebbe alle Attività Produttive, Fazio alla Salute, Gelmini all'Istruzione, Zaia all'Agricoltura e Bondi, appena silurato dagli elettori a Massa provincia, ai Beni Culturali.

Rimane così aperto il nodo del Welfare, in cui la pole position di Sacconi potrebbe essere insidiata dallo stesso Mantovano o da Giorgia Meloni. E' di queste ore anche la nuova levata di scudi dell'Alleanza Autonomista di Lombardo, che chiede un riconoscimento tangibile, ma sembra difficile che questo possa concretizzarsi in un dicastero; più probabile un vice-ministero, per esempio a Giovanni Pistorio (Economia).

Riassumendo anche la situazione delle poltrone senza portafoglio, al momento gli equilibri potrebbero risoversi così: il duo Bossi-Calderoli a Riforme-Attuazione Programma, Prestigiacomo alle Pari Opportunità, Carfagna alla Famiglia, Fitto agli Affari Regionali, Bonaiuti ai Rapporti col Parlamento, Poli Bortone alle Politiche Comunitarie e Stanca all'Innovazione Tecnologica. Interessante a questo proposito il paragone con le ipotesi del 25.

Ricordiamo infine che oggi si eleggeranno i presidenti di Camera e Senato, vale a dire Fini e Schifani. Il centrosinistra dovrebbe votare scheda bianca, ma nelle ultime ore si sta facendo strada l'idea di proporre un candidato di bandiera.

  • shares
  • Mail
12 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO