Corruzione in Spagna: indagata l'infanta Cristina, Re Juan Carlos pensa di abdicare

Il giudice istruttore, José Castro, dopo aver chiarito che "la legge è uguale per tutti", ha infatti spiegato che lo scopo della convocazione è di "fugare ogni dubbio sul reale coinvolgimento" dell'infanta e dell'uso fatto del suo "nome, titolo e posizione".

L'Infanta indagata per corruzione?

Lo scandalo della corruzione arriva anche negli appartamenti riservati della Casa Reale di Spagna. Tra gli indagati ci sarebbe infatti Dona Cristina Federica Victoria Antonia de la Santisima Trinidad de Borbon y Grecia, più nota come Cristinae basta, l'Infanta di Spagna secondogenita di Re Juan Carlos.

Sarebbe la magistratura di Palma di Maiorca ad aver iscritto nel registro Cristina per corruzione e appropriazione di fondi pubblici. Un'inchiesta che vede tra i principali indagati proprio il marito dell'Infanta, l'ex campione di pallamano Inaki Urdangarin e i suoi soci in affari. Una storiaccia di fatture false, rimborsi gonfiati, eventi mai organizzati e corruzione di amministratori locali. Secondo i media iberici, re Juan Carlos, proprio a causa di questo scandalo, starebbe pensando di lasciare il trono.

Quello che è certo è che Cristina il prossimo 27 aprile dovrà comparire in tribunale per spiegare che ruolo ha avuto nelle attività della fondazione Noos, presieduta dal marito e che vedeva la moglie nel comitato direttivo. E' la prima volta che un membro della monarchia spagnola si trova coinvolto in un'inchiesta della magistratura, anche se al momento non è chiaro se Cristina andrà in tribunale semplicemente come persona informata dei fatti o nel ruolo più delicato di indagata.

Il giudice istruttore, José Castro, dopo aver chiarito che "la legge è uguale per tutti", ha infatti spiegato che lo scopo della convocazione è di "fugare ogni dubbio sul reale coinvolgimento» dell'infanta e dell'uso fatto del suo "nome, titolo e posizione". Sono molti, in Spagna, a sperare che la principessa Cristina sia stata semplicemente raggirata e sfruttata dal marito, bronzo alle Olimpiadi di Atlanta e Sydney con la Nazionale di pallamano e da due anni sotto inchiesta.

Il nome di Cristina è stato di sicuro fondamentale per far arrivare prima all'Associazione Noos e poi alle società di Urdangarin e del socio Torres numerosi contratti importanti. In totale, parliamo di un'appropriazione indebita di fodni pubblici per circa sei milioni di euro. Finora, la principessa 47enne non era stata toccata dall'indagine, ma le e-mail consegnate da Torres ai giudici avrebbero convinto i magistrati a procedere nei suoi confronti. Nelle missive, tra i destinatari, ci sono pure re Juan Carlos e la regina Sofia.

Nei messaggi di posta elettronica, Urdangarin avrebbe spiegato alla moglie i dettagli del funzionamento della fondazione Noos. L'ex campione si è giustificato dicendo: "Io e Cristina avevamo solo un ruolo di pura rappresentanza" e ha comunque sempre cercato di giustificare la moglie. Torres dice l'opposto, sostenendo che la Casa Reale "conosceva, proteggeva e favoriva la fondazione". Dai Palazzi Reali per ora è arrivato un no comment. Ma in passato, a inchiesta già in corso, proprio Juan Carlos avrebbe cercato in tutti i modi di fare pressione per il divorzio della figlia. Non essendoci riuscito, e vedendo infangato il nome della sua Famiglia, ora sarebbe pronto a lasciare a favore del figlio Felipe.

Foto | © Getty Images

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