Raiperunanotte, Santoro e la Par condicio. Come riformare un sistema che non funziona?


Il grandissimo successo dell'iniziativa del Paladozza, che abbiamo seguito in diretta fino al termine, induce a più di una riflessione. Già la nostra chiusura in commento di ieri notte apriva gran parte degli argomenti che si rincorreranno nell'informazione web, tv e generalista ma qui vogliamo concentrarci precipuamente sul sistema di (mal)funzionamento della cosiddetta Par condicio.

Introdotta ai tempi del Presidente Scalfaro nel tentativo di regolamentare una situazione che vedeva la nota anomalia di un leader di partito proprietario di più reti televisive, questo sistema si è rivelato fin dall'inizio un rimedio peggiore del male. Il motivo è che ogni parte ha disperatamente cercato di impostarlo a suo esclusivo vantaggio, magari predicando nel contempo la necessità di giustizia e equidistanza, ma senza mai pensare veramente al bene comune.

Il risultato - misurato in questi anni - si è rivelato speculare a quello del sistema storico dell'informazione italiana; ovvero una serie di canali, enti e figure professionali tutte schierate di qua o di là per i propri interessi personali, che nel loro insieme formano una sorta di arco costituzionale imperfetto. In quest'ambito va vista la recente multa subita da Tg1 e Tg5, ma anche la perdurante assegnazione di Rai3 al Pci/Pds/Ds/Pd, la conduzione privatistica del Tg4 fediano; Minzolini, l'informazione giovanile di sinistra dei canali musicali (una volta c'era Videomusic ora Mtv) e via dicendo.

Ed eccoci alla domanda da un milione di dollari, come si diceva un tempo. Tutto questo si può riformare ottenendo un'informazione imparziale per davvero? La risposta è semplice: no. L'informazione imparziale non esiste in generale, e tantomeno in Italia, paese da sempre anomalo da ogni punto di vista. E allora non resta che prenderne atto quando sarà il momento di riformare la Par condicio, ovvero subito dopo le elezioni (speriamo) garantendo la maggior pluralità possibile di voci.

E dunque sì a Santoro, a Travaglio, a Floris; ma anche a Vespa e Fede, anche e soprattutto in periodo elettorale. Il popolo vota, e dunque sempre al popolo sta di distinguere il vero dal falso. Questa - che lo si voglia o no - è la democrazia. Che è tutt'altro che un sistema perfetto. Ma pur sempre il migliore che si conosca.

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