Intervista: a Polisblog Antonio Barillà e il gruppo facebook Laicità dello Stato

antonio barillà laicita dello stato

L'Italia era - ed è - un Paese a sovranità limitata. Ma è anche un Paese a laicità limitata, come ci hanno dimostrato anche i recentissimi diktat clericali su temi come l'aborto, maneggiati con la gentilezza che si userebbe per una clava, dalla CEI e dal Cardinale Bagnasco. Pensate a Eluana Englaro, pensate a Giorgio Welby, alle coppie di fatto...

In Italia c'è un enorme deficit di laicità, che si traduce in diritti civili negati. In scelte che non possiamo fare. Ne abbiamo parlato con Antonio Barillà, il creatore di una pagina su facebook, dedicata al tema della laicità dello Stato. Forte di quasi 200mila iscritti, propone, nel suo piccolo, un punto di vista alternativo. Dopo il salto prosegue la nostra chiacchierata con Antonio, buona lettura.

Quando hai aperto la pagina? In quanto tempo si sono moltiplicati gli utenti?

Io sono approdato su FB il giorno di Natale del 2008. A fine gennaio 2009 ho creato la pagina. Tramite condivisione del link nei profili personali e chiacchiere in forum e gruppi intorno a marzo si è arrivati a 5000 sostenitori. Va detto che non è nata con uno scopo preciso, era un qualcosa di simbolico...

C'erano (e ci sono) molti gruppi sulla laicità, ma mancava la pagina fan.

Gruppi che davano secondo me alla laicità degli steccati...difendiamo la laicità...laicità per...laicità contro...laicità e... Io invece volevo qualcosa di talmente sintetico che fosse senza confini: laicità punto. Mai e poi mai allora avrei pensato sarebbe cresciuta così tanto nei numeri. E forse proprio questa è stata la sua forza: non c'è stata la frenesia degli obiettivi quantitativi, quella che porta molti a mollare all'inizio quando la partecipazione è modesta o peggio porta molti a forzare la mano per aumentare gli iscritti.

Raggiunti i 5000 sostenitori, quel giorno mandai un aggiornamento a tutti per ringraziarli del traguardo. Una mezz'ora dopo nella pagina apparve il comando "suggerisci agli amici" . Mandai così immediatamente un altro aggiornamento scusandomi innanzitutto per il poco tempo passato dal precedente, in cui chiesi a tutti di invitare i propri amici.

L'onda fu fortissima (gli aggiornamenti allora arrivavano nella posta come fossero messaggi e quindi venivano, a differenza di adesso, segnalati in modo visibile). Così in un paio di giorni si arrivò a 50.000 sostenitori. Sembra un aneddoto costruito a tavolino, ma è tutto vero. A quel punto diventò quasi una responsabilità, bisognava usare al meglio la potenza della condivisione dei contenuti e così iniziò concretamente tutto.


Come mai hai scelto proprio il tema della laicità? Che periodo era, quello in cui hai aperto la pagina?

La laicità è certamente il tema civile ma soprattutto politico che ho sentito maggiormente negli ultimi anni. Sicuramente è stato anche il primo crescendo e maturando. E' dal Family Day che ho la certezza che per evitare traumi e sofferenze al proprio fegato, c'è solo un modo: portare verità e cercare ognuno con i mezzi a propria disposizione di smascherare le ipocrisie e le falsità di chi ha la presunzione di detenere i "valori", ma in realtà è assolutamente concentrato sul preservare il potere, alleandosi con chi lo consente.

Politicamente in quel gennaio non v'era nulla di particolare (ma magari a quest'ora non ricordo) a parte la proclamazione di Obama e in Italia non ricordo nulla riguardante la laicità nemmeno nei mesi precedenti. Certo gli ultimi anni erano stati caratterizzati da un governo quello Prodi caduto alla fine anche per colpa della chiesa tramite Mastella, del Family Day e quindi vi era una sorta di buio che per certi aspetti permane ancora.

Poi tempo prima vi era stato il caso Welby conclusosi dal punto di vista religioso ma al tempo stesso politico con la negazione dei funerali. Il caso Eluana Englaro invece "finì" subito dopo l'apertura della pagina. Quindi direi un periodo oscuro di sfiducia per tanti dal punto di vista della laicità assente, praticamente soffocata e morta.


C'è qualche motivo nella tua storia personale che ti ha portato ad interessarti di quel tema (la laicità dello Stato)?

Sì molti e mi servirebbero giorni, forse un libro intero per raccontare tutto. Soprattutto perchè situazioni diverse ma concatenate. Senza dubbio spesso nella mia vita mi sono ritrovato nelle minoranze, di qualunque tipo con la sensazione dell' "alieno", quella che ti porta a sviluppare una particolare affinità elettiva con chi viene escluso, viene limitato, viene danneggiato, viene influenzato, viene deriso, ostacolato, emarginato solo perché non rientrante in un qualunque schema convenzionale.

Quindi cresciuto, anche in modo molto attivo, nei muretti e nelle pareti della chiesa cattolica, a 17-18 anni ho capito che la teoria era molto affascinante e condivisibile, ma vi erano molte troppe contraddizioni nella pratica. Tutto ciò mi ha svelato che non vi è supremazia di valori o moralità, l'importante è governare e gestire. Ciò per me non era accettabile, non tanto per la fame di "denari" che ognuno è libero di avere pagandone le conseguenze, ma per la faccia tosta di blaterare tutto il contrario e biasimare gli oppositori adducendo motivazioni di moralità, spesso molto più onesti e sinceri.

La povertà in contrapposizione alle ricchezze infinite. L'Amore a parole, schema ad escludere nella pratica. Ecc ecc ecc. Il tutto unito ad una mia particolare caratteristica: la non sopportazione delle ipocrisie.


Il gruppo "Laicità dello Stato" ha migliaia e migliaia di adesioni: non trovi che a volte facebook finisca con l'essere un surrogato dell'impegno nel mondo reale? Ovvero, uno si pulisca la coscienza con un click?

Facebook è molte cose. Ed è vero che la coscienza spesso è salvata da un click. Ma qui la situazione è diversa. Io non ho mai chiesto nulla di pratico, né tanto meno mi sono messo nell'ottica di organizzare una rivoluzione poi magari rimasta solo virtuale. Quello che faccio è principalmente mettere a contatto le minoranze che vivono in un Paese che esclude le minoranze.

Gli alieni, visti come alieni solo perché portatori di idee quasi sovversive in questo Paese dormiente e genuflesso a ciò che è consuetudine e che purtroppo per questo patiscono la solitudine delle loro idee in contesti spesso molto complicati. Io li metto in contatto, io do loro la possibilità di confrontarsi e fortificarsi nelle opinioni leggendo ciò che si trova in modo molto sporadico, ma che messo in fila rappresenta un bel blocco di informazioni.

E' chiaro poi che il numero estremamente alto di sostenitori porta una tale varietà di persone che è impossibile dire o interpretare, ma Laicità dello Stato è il luogo che io vorrei leggere, è il luogo dei mi piace che danno conforto quando magari altrove leggi "che schifo". O almeno io tento di far sì che sia questo, non è detto che io ci riesca e non è detto che mi piaccia tutto quello che c'è dentro. Sicuramente però ho prove certe di apprezzamento che mi arrivano nella posta privata.

Oltre infatti ai complimenti, ai suggerimenti, alle proposte di matrimonio, agli insulti, ho le testimonianze di quel ragazzo del paesino sperduto che vive nel silenzio e sente un filo meno la solitudine quando il confronto riesce a dargli un minimo di speranza, di quella madre che oggi mi racconta riservatissimamante la sua tragedia con il "ferro da calza" in un mondo italiano ignorante che nel 2010 considerare ancora le donne assassine e sa solo far girare foto di feti e punta il dito se vede foto di aborti praticati in sicurezza e gratuitamente, ignorando quindi che tutto ciò allora garantiva la vita.

Oppure di quella ragazza atea trattata da appestata nella sua ora alternativa (assente) oppure di quella precaria che mi chiede perché con il suo curriculum venga superata da docenti nominati dal vescovo passati nelle graduatorie globali oppure al tempo stesso di quel prof di religione che mi scrive di essere laico e che ogni giorno insegna ai suoi ragazzi il rispetto oppure di quell'altro prof di religione che mi scrive di essere stato cacciato dal vescovo solo perché divorziato.

In Italia è lecito licenziare qualcuno perché divorziato? Non è assurdo? Non è assurdo che la consuetudine faccia passare tutto per ok? Io l'ora di religione l'ho sempre fatta, solo in questi anni ci ho riflettuto, ma io sono anche quello che aveva la prof di religione belga che nel progetto interdisciplinare (io frequentavo il tecnico per geometri) propose di inserire nell'ospedale non la cappella cattolica, ma la sala del conforto e dell'accoglienza, per tutti.

Includere, trattando tutti allo stesso modo senza privilegi, senza discriminazioni. Per questo non accetto i limiti imposti, anche quelli da quei fans stessi che ad esempio non riconoscono chi è credente e sa essere laico, confondendolo con i clericali o peggio offendendo le cose in cui crede. Retorico e smielato? Beh può sembrarlo...


Tu fai politica, non importa per quale schieramento o per quale partito, anche nella vita di tutti i giorni?


No, mai fatta, non ho la tessera di nessun partito, non l'ho mai avuta, chiaramente leggo i giornali e leggo quello che accade nel Paese e poi voto come tutti e ho il mio partito politico di riferimento, ma soprattutto le persone di riferimento.

Quanto credi che possano influenzare iniziative come la tua, chi prende le decisioni, chi detiene il Potere? Danno fastidio? Vengono ignorate?

La mia pagina da fastidio a molti e per differenti motivi, non credo però che la politica si interessi di questa mia iniziativa, credo però che il web rappresenti e possa essere in futuro la svolta per questo Paese. Mi spiego... E' frequente ad esempio che io mi trovi nella posta insulti e/o peggio. Questo è un primo tipo di fastidio che provoco.

Poi è quasi norma che il mio profilo venga segnalato come "offensivo" nonostante io non faccia proprio nulla di offensivo. Ho notizie di mailing list intere inviate da "gruppi moralizzatori" in cui si invita a segnalare il mio profilo come offensivo, proprio perché sanno che cadendo io, cadrebbe la pagina. Questo è un altro tipo di fastidio.

Ma poi alla politica oggi non interessa se io apro gli occhi a qualcuno. O forse non lo so e non mi rendo conto di quello che ho in mano, forse davvero i voti li faccio spostare visto che spesso mi si fa questa domanda. Sicuramente io do visibilità a contenuti che passano in secondo piano, contenuti che il mondo ben pensante degli affari sottobanco vorrebbe rimanessero nascosti e soprattutto ho acquisito credibilità aggregando senza secondi fini e stimolando alla riflessione anche in modi inconsueti.

Di me la gente ha dimostrato di fidarsi e ti prego di credermi che la mia non è per nulla presunzione o smania di protagonismo, ma ciò accade proprio perché non mi sono mai dimostrato di parte. Poi ci sarà sempre quello che se pubblico una cosa sul PD, mi scrive che non capisco nulla di laicità, se scrivo qualcosa sul PdL mi scrive che sono comunista, se scrivo qualcosa sul bipartitismo genuflesso mi scrivere che sono un sovversivo.

Ma farsi attaccare da tutti è stimolante. Comunque, per chiudere la risposta (anche se credo di aver divagato) credo che la pagina sarà considerata dalla politica quando raggiungerà il milione di iscritti, quindi in un infinito lontano ;)


Ho visto che il tuo account ha un "bis" di fianco, come mai ti era stato cancellato il precedente?


Non l'ho mai saputo. Un giorno di febbraio mi è stato disattivato. Ho inviato un milione di email in inglese a tutti gli indirizzi disponibili, ma non mi è mai arrivata nemmeno una risposta automatica. Di quelle che pare comunque arrivino. Questo mi ha fatto arrabbiare molto. Se è vero che gli account vengono disattivati continuamente a tanti, io non solo non ho mai abusato del mezzo (a conferma di ciò se uno abusa, arrivano i preavvisi invece a me nulla di nulla), ma qualora fosse stato un errore, si sarebbe dovuto risolvere.

Non lo sapremo mai. Quello che so è che se non avessi avuto l'intuito di crearmi l'account (anzi ti svelo: gli account) di servizio, oggi la pagina non ci sarebbe più, come ho spiegato in una nota. E proprio per questo rischio avrei potuto gridare alla censura chiedendo ai sostenitori della pagina di aiutarmi inondando di email le caselle di posta di FB, ma avrei abusato a quel punto non di FB, ma della mia posizione nei confronti degli altri.

E avrei creato allarmismo: io invece non ho mai parlato di censura nei miei confronti, credo ancora che tutte le cose che mi sono successe in questi mesi, dall'invisibilità della pagina alla disattivazione del mio profilo passando per altro, siano coincidenze negative dovute a problemi che non conosco. Sono aperto a prove per essere smentito, anzi...


Perché l'Italia non riesce ad essere un Paese, maturo, libero dal giogo della Chiesa?

Per guidare il paese hai bisogno di voti. La chiesa ha un potere enorme acquisito negli anni e secoli e millenni e quindi compiacerla genuflettendosi vuol dire godere del potere. Alla chiesa questo sta bene per preservare il potere di cui sopra, anche se significa allearsi con chi è palesamente in contrasto con i suoi principi (e tali contraddizioni vengono nascoste a discapito di altre) proprio perché non è questione di valori, ma sempre e solo di potere.

Idem alla politica: se gli atei fossero la maggioranza del paese, nessuna politica si sognerebbe di andare dietro alla chiesa. Altro che radici cristiane o governi che non possono che compiacere il Papa. Tutto molto scontato. Dunque perché occuparsi della globalità dei cittadini se facendolo si finirebbe con il far innervosire le gerarchie vaticane e di conseguenza avere molte grane? Questo discorso per me è talmente evidente che credimi per assurdo non riesco a spiegarlo in modo lineare.

Come del resto faccio fatica spesso a spiegare che il problema non è la chiesa, ma la politica. La Chiesa fa quello che farebbe la maggior parte della gente: cerca il suo meglio e lo fa con chi glielo permette. Certo c'è da dire che in quanto istituzione che si vanta di avere una moralità superiore dovrebbe occuparsi del meglio di tutti e non solo del proprio ma questa è un'altra storia.

Dunque la chiesa fa il suo mestiere. E' la politica che glielo permette, proprio perché non ha spina dorsale, non ha moralità, strumentalizza la fede mischiandola alla più becera concezione di religione.

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