Ore 12 - Premier da "karaoke". Ma per Bersani sarà una vittoria di Pirro

altroQuel 71,4% di elettori che andò a votare nelle regionali del 2005 è un traguardo ritenuto impossibile in questa tornata elettorale. Quel quasi 30% di astensioni è stato un segnale non colto, non ha insegnato niente, né al Premier e né ai partiti. Nessuno escluso.

Adesso si scruta il meteo, come se a spingere la gente alle urne, bastasse un raggio di sole o, all’opposto, due gocce di pioggia.

Dalla parti del Pdl e dintorni, aleggia il fantasma di sondaggi top secret, da karakiri: fra indecisi e sicuri astensionisti, si supera oggi il 50% ! Il 40% di astenuti produrrebbe una debacle per il partito del “predellino” e per il suo padre padrone che in queste elezioni ci ha messo la faccia.

Ce l’ha dovuta mettere, spinto dagli eventi, tutti negativi, che coprono di fango il partitone tritato e tolgono l’aureola al Premier di cappa e spada, mummificato dentro un refrain stantio e rancido.

Berlusconi è troppo avvitato su se stesso: avesse letto “L’elogio della mitezza” di Norberto Bobbio, forse si sarebbe appropriato di una virtù rara, preziosa, per lui sconosciuta o rigettata.

E gli ultimi comizi da avanspettacolo, penosi reality per lanciare la “democrazia assembleare”, karaoke fatto di militanti prezzolati che santificano le ossessioni di un leader in evidente declino, incupiscono e disorientano proprio il suo elettorato, fanno il giro del mondo, fra ilarità e sconcerto.

Una campagna elettorale così velenosa, incentrata su tutto meno che sui temi per cui si vota e sui problemi che toccano i cittadini, crea disaffezione dalla politica e produce l’astensionismo. Sarebbe davvero strano il contrario.

Bersani e l’opposizione chiamano al voto, ma sperano che la gente (del Pdl) stia a casa: solo così possono coprire i loro limiti e vincere ai punti con il Pdl, salvandosi faccia e didietro. Ma, ben che vada, sarà la vittoria di Pirro.

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