Caso Boffo. Feltri sospeso dall'Ordine dei giornalisti


La decisione era nell'aria, e da poco è stata confermata, sia pur in modo "sofferto" secondo la nota dell'Ordine stesso. Vittorio Feltri è stato sospeso dalla corporazione dei giornalisti in seguito al cosiddetto caso Boffo, di cui ci siamo lungamente occupati in passato.

Riassumendo rapidamente la vicenda, il direttore del Giornale condusse una campagna feroce contro l'ex-direttore dell'Avvenire, per "punirlo" di alcune sue prese di posizione contro esponenti del Governo. La logica dietro questo attacco era che chi ha scheletri nell'armadio suoi propri non può mettersi a fare le pulci agli altri.

Lo scheletro in questione era la condanna subito dal Boffo per molestie nei confronti di una ragazza; condanna patteggiata dal Boffo stesso, che peraltro non si è mai sognato di querelare il Giornale. L'oggetto del contendere non è dunque il cuore della vicenda, ovvero che l'allora direttore dell'Avvenire avesse effettivamente un passato "oscuro" di cui vergognarsi, ma la famosa informativa segreta resa nota da Feltri, e che poi si sarebbe rivelata una bufala.

Feltri ha più volte chiesto scusa per le accuse (?!) di omosessualità che essa conteneva, rimediando una figura davvero barbina, invece di concentrarsi sul punto cardine della vicenda in cui tutto sommato aveva ragione. Per questo ha meritato abbondantemente il provvedimento di cui sopra, che ha così commentato, a caldo:

"Non riesco ad immaginare di aver fatto nulla di diverso da ciò che fanno ogni giorni tanti altri colleghi. È chiaro che se mi condannassero farò ricorso. Ma se mi sanzionassero, mi aspetterei almeno altre 150 decisioni di questo tipo ogni giorno. La vicenda Boffo si basava su una condanna per molestie che si è rivelata vera. È vero che abbiamo attribuito valore a un documento ufficiale che si è rivelato poi solo un'informativa. Ma quando, dopo quattro mesi dalla pubblicazione del mio pezzo, senza che fosse arrivata una smentita, ci è stato chiesto di fare una rettifica, l'abbiamo fatta subito."

Ma il bravo giornalista non dovrebbe verificare le fonti? Sì. Quando fa comodo.

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