Ore 12 - Astensionismo record. Berlusconi tragga "conclusioni" politiche!

altroStasera, tutti i politici faranno quello che hanno sempre fatto dopo il risultato del voto: canteranno vittoria. E faranno ciò che hanno fatto in campagna elettorale: continueranno a litigare, sul nulla.

E invece non c’è bisogno del responso delle urne. Si sa già chi ha perso.

Ad essere sconfitta è la politica, tutta la politica: dai palazzi romani a quelli del comunello più sperduto. Perché anche l’ultimo bravo sindaco (che c’è) è a suo modo corresponsabile della filiera che produce su su i dirigenti che conosciamo.

Si profila un astensionismo mai raggiunto in Italia. Il vento francese non c’entra nulla. Il Belpaese produce puzza tutta Made in Italy.

La gente si fa sentire come può, usando la democrazia a rovescio. L’elettore non va a votare perché sa di essere solo “usato”, limone da spremere per un consenso coatto ad uso e consumo di chi poi gestisce il potere per se stesso.

L’elettore: non crede più alle “balle” di Berlusconi, ma non passa dall’altra parte, perché ritenuta ugualmente non credibile. Non è qualunquismo. E’ un dato politico. Non è vero che comunque governa anche chi ha un solo voto.

Con un tale tasso di astensionismo Berlusconi e il suo governo dovrebbero trarre conclusioni politiche, cioè dimettersi. Perché a questo voto il Premier e la sua maggioranza hanno voluto dare il valore politico, non amministrativo.

Idem per le opposizioni, a cominciare dal Pd, che non ha motivo alcuno di far festa per le disgrazie altrui. Sono corresponsabili, pur se in misura diversa, di questo sfascio.

Gli italiani non credono più in questa politica, in questi partiti, in questi leader e in queste classi “dirigenti”. Sapranno questi “signori” cogliere il segnale delle urne?

Assolutamente no! Tireranno a campare. Come sempre. Facendo i propri interessi. Come sempre.

Diceva bene Gino Bartali: “L’è tutto da rifare!”.

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