Elezioni regionali 2010: su Polisblog tutti i risultati definitivi, 7 a 6 per il PD

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Ora ci siamo davvero: ecco tutti i risultati definitivi del Viminale di queste elezioni regionali 2010. Partiamo con una considerazione: se sentite Nicola Latorre, il dalemiano doc, parlare di "momento positivo" per il PD, come ieri sera su La7, siete autorizzati a mettervi a ridere, meditare sulle iniquità di questo Paese, e acquistare il primo biglietto sola andata per il Costa Rica. Partiamo (con i risultati, non per il Sudamerica...).

Il PD perde anche dove sembrava potesse farcela: nel Lazio vince Renata Polverini, la miracolata sindacalista UGL - mentre vi scrivo, siamo a 5.261 sezioni scrutinate su 5.266 - e candidata PdL si assesta su un pressoché definitivo 51,14%, mentre Emma Bonino, la radicale che aveva fatto sognare migliaia di elettori PD, si blocca poco prima, al 48,32%.

Anche il Piemonte, se lo aggiudica il PdL: l'iperpresenzialismo tv del leghista Roberto Cota, uno che a breve troveremo anche a mostrarci le previsioni del tempo - ci avete fatto caso? Negli ultimi mesi era ovunque - trascina il centro destra fino al 47,32%, mentre Mercedes Bresso, si ferma, 46,90%. Ci sarà tempo e modo per recriminare a suon di "E se ci fosse stato Chiamparino al suo posto?".

In Lombardia, Roberto Formigoni, governatore ciellino, candidato del centro destra, al 4° mandato, praticamente una monarchia assoluta, manda al tappeto Filippo Penati, già sindaco di Sesto San Giovanni e presidente della Provincia di Milano. Risultato mai in discussione: sul sito del Viminale, i numeri sono onesti, spietati:

(sez. 9.213/9.213)
FORMIGONI ROBERTO 56,10%
PENATI FILIPPO LUIGI 33,27%

In Veneto, il risultato era definitivo da qualche settimana prima che ci si recasse alle urne: trionfa Luca Zaia, attuale ministro leghista alle politiche agricole, che inonda Giuseppe Bortolussi, con un mare di schede color verde - non verde Padania, verde scheda elettorale per le regionali. Mentre vi scrivo, le sezioni scrutinate sono 4.759 su 4.760, Zaia è 60,15% e Bortolussi al 29,07%. L'ha doppiato.

In Liguria, vince il centro sinistra, con Claudio Burlando: risultato definitivo quello della "terra ad arco", che vede sconfitto il candidato di centro destra Sandro Biasiotti. Risultato mai davvero incerto, anche se la Liguria in fase pre-elettorale era data come una delle regioni in bilico, incerta. Per Claudio Burlando, PD, 52,14%, per Biasiotti, PdL 47,85%.

In Toscana, netta affermazione del centro sinistra, che con Enrico Rossi, in lista per il PD e liste collegate, prende il 59,7% deu voti. Niente da fare per Monica Faenzi, sfidante del PdL, che si inchioda a un 34,4% che non la porta da nessuna parte, se non a casa propria, o tra i banchi dell'opposizione per i prossimi anni.

In Emilia Romagna? Prevedibile vittoria per Vasco Errani, candidato PD, che si assesta al 52,06%, niente da fare per Anna Maria Bernini, bloccata al 36,72%. Proseguiamo con l'Umbria, anche lì vince il PD, con Catiuscia Marini, che agguanta il 57,24% dei voti, lasciando Fiammetta Modena, la sfidante PdL, al 37,70%.

Nelle Marche, Gian Mario Spacca, candidato del PD, vince contro Erminio Marinelli, sfidante del PdL: si prende il 53,17% dei voti, pari a 408.569 preferenze, e spedisce a casa Marinelli, che raccoglie appena il 39,71% dei voti, ovvero. 305.137 preferenze. Le Marche segnano anche una buona affermazione della sinistra che è davvero sinistra: Massimo Rossi, in lista per Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra, Ecologia e Liberta', ottiene il 7,10% dei voti.

La Campania, era una delle regioni che il centro sinistra era pressoché certo di perdere: ed infatti, Stefano Caldoro, candidato del PdL, ha sconfitto abbondantemente Vincenzo De Luca, il discusso candidato PD: al momento, mentre vi scrivo, le sezioni scrutinate sono 5.787/5.802 e i risultati, ormai definitivi, sono Caldoro 54,24% - De Luca 43,05%.

La Calabria? Se la prende il PdL, ma era davvero difficile che dopo una presidenza disastrosa come quella di Agazio Loiero, qualcuno potesse ancora votare centro sinistra da quelle parti: Scopelliti, il candidato PdL, prende un onesto, 57,89%, Loiero, ri-candidato dal PD, malgrado la sua fosse una sconfitta praticamente certa, appena il 34,62%.

Le uniche soddisfazioni per il PD, arrivano dalla Puglia, dove Nichi Vendola, candidato del popolo delle primarie invisoalle gerarchie del PD - parliamo chiaro: a d'Alema - travolge Rocco Palese. I risultati finali sono positivi per il PD, Vendola si assesta al 48,71%, mentre Palese al 42,24%, appena un 8,71% per Adriana Poli Bortone, candidata UDC e terzo incomodo della consultazione.

Infine in Basilicata, tutte le sezioni scrutinate, vince Vito de Filippo, candidato del PD, con il 60,81%, Nicola Pagliuca è molto indietro, per usare un eufemismo: ottiene appena il 27,92% delle schede.

Per tutti i risultati definitivi, sezione per sezione, regione per regione, il sito del Ministero dell'Interno è chiaramente la fonte migliore per farvi un'idea. Voi cosa ne dite di questa Italia che è saltata fuori dalle urne? Ve l'aspettavate?

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