E l'Italia va! Adesso ci pensa Bossi (Renzo) ...

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No, non è questa l’America. E il vento di Francia non ha portato spifferi “del sol dell'avvenire” nelle urne del Belpaese.

Che Paese! Tocca il fondo, fanalino di coda in tutti gli indici internazionali che contano e qui la “casta” gioca al teatrino della politica. Prima, durante e dopo il voto, sempre il solito refrain, quello del muso duro, dell’uno contro l’altro, delle balle astronomiche per convincersi e convincere che i “numeri” sono una opinione.

Nessuno, né i “vincitori” né i “vinti” terranno conto del partito più grosso, quello degli astenuti. Il messaggio politico più significativo di questa tornata elettorale non trova sponda politica. Non è vero che è solo un segnale “passeggero”.

Pierferdinando Casini, uno degli sconfitti più sconfitti fra gli sconfitti, una cosa giusta l’ha detta: “L’Italia è il Paese dove oramai tutti sono contro tutti”.

I vari “fans” di questo o quel partito, di questo o quel candidato, stanotte hanno brindato, sventolando bandiere. E’ il ballo del “particulare”: a nessuno (a nessuno) frega niente della propria regione e della propria nazione, in quanto identità, comunità, popolo. Ed è la festa dei “fanatismi” e dei “fanatici”. Dietro le ideologie della prima Repubblica c’erano anche cuore, ideali, valori. Qui cosa c’è?

Adesso la nuova frottola (sempre di Casini) è la “riconciliazione nazionale”. Per fare le … riforme. Per fare dell’Italia un Paese … normale.

Tranquilli, ci pensa Renzo, il figlio di … Bossi.

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