L'analisi dell'astensionismo: sicuramente bipartisan e oltre il 40% non ha votato per disgusto e protesta


L'affluenza alle regionali è stata alla fine del 64.2%, ben 8 punti meno di 5 anni fa. Renato Mannheimer, per il Corriere, ha valutato le motivazioni e la provenienza degli astensionisti. Soprattutto questo fattore è rilevante, considerato che in attesa dei risultati tutti ipotizzavano che l'astensionismo, in quest'occasione, fosse esclusivamente ascrivibile al centrodestra.

Invece risulta che a fronte di quasi il 14% di astensionismo di elettori del Pdl ci sia un 13% di non votanti di partiti del centrosinistra: quindi ha colpito in maniera bipartisan. Da segnalare che la Lega non ha avuto particolari defezioni poichè, secondo Mannheimer, il voto alla Lega continua ad essere "di protesta" e legato a un atteggiamento critico verso le istituzioni e quindi spesso chi è tentato dall'astensione alla fine decide di dare il voto a Lega o come a queste regionali a Grillo.

Tra le motivazioni per non votare oltre alle cause di forza maggiore vediamo che ben un 40% si ritiene schifato dall'attuale politica. In generale per colpa del panorama politico e dei candidati si arriva a un 50%, dato pesantissimo che la dice lunga su disaffezione e disinteresse degli italiani nei confronti di quanto Parlamento e partiti regalano quotidianamente. Bisogna anche segnalare che, sempre per il sondaggista a capo di Ispo, spessissimo si decide di votare e chi votare nell'ultima settimane (13%) o addirittura si sceglie di dare la preferenza a un partito l'ultimo giorno (anche qui 13% di chi ha votato a queste regionali). Insomma dati importanti da valutare per il futuro, sia per quanto riguarda i contenuti che la politica offre sia riguardo a quando e come concentrarsi nelle campagne elettorali.

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