Pontida 2013 - Lega Nord: la rissa tra sostenitori di Bossi e di Maroni

Urla e spintoni tra leghisti di opposte fazioni a causa di un volantino "Maroni Pinocchio". E ci si mettono pure le solite rivendicazioni dell'ala veneta del partito.

Non più solo leghisti lombardi contro leghisti veneti, ma anche bossiani contro maroniani. Se poi la lite tra i sostenitori dei capi lombardi è aizzato dai veneti, il cerchio si chiude. Il raduno di Pontida di ieri non sarà ricordato come quello della "rinascita" della Lega Nord, come quello dei festeggiamenti per la conquista della Lombardia e della macroregione del Nord, come quello del trionfo di Maroni. No, sarà ricordato a causa di qualche insulto e spintone tra i sostenitori delle due fazioni. Quella legata a Roberto Maroni e quella invece che ancora ha in Umberto Bossi il suo faro.

Ma il tutto nasce a causa dei veneti, che stavano distribuendo volantini raffiguranti Maroni come Pinocchio. Probabilmente gli stessi che hanno provato a esibire lo striscione "Veneto congresso subito"; quindi è probabile che la cosa fosse più legata alla solita ala di ribelli veneti che malsopportano il continuo dominio leghista lombardo - e il fatto che Maroni non si sia ancora dimesso da segretario (il che aprirebbe una chance di ottenere un segretario veneto) - che a una divisione tra maroniani e bossiani.

Fatto sta che quelli che distribuivano i volantini sono stati identificati come sostenitori del Senatur. E subito sono partiti paroloni, minacce e spinte. La cosa non è passata inosservata ai dirigenti leghisti, e nemmeno al Bossi in persona, che durante il suo intervento ormai al limite del comprensibile ha detto: "Non ho fatto la Lega per romperla". Anche se "chi ha detto che tutto va bene è un leccaculo. Bisogna risolvere i problemi di democrazia all’interno della Lega".

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