Ore 12 - Di Pietro e Grillo mordono e riducono il Pd a torsolo

altroAdesso che è arrivato Beppe Grillo, il Partito democratico si trova come una mela morsicata da due parti.

Dato che destra, sinistra, centro sono “arnesi” del secolo scorso, l’ex comico e l’ex Pm mordono il Pd l’uno di fronte all’altro (o appaiati, fa lo stesso…), riducendolo a un torsolo.

Dato che il passato non va più di moda, vogliamo ricordare l’ammonimento (in francese) del vecchio leader socialista Pietro Nenni: “c’è sempre un puro più puro che ti epura”. Così è stato, così è e così sarà. Così a vincere erano, sono e saranno sempre gli “altri”. Il conto, poi, si sa chi lo paga.

Semplicemente, gli ex comunisti (in chiave anti PSI e anti DC) hanno inventato Di Pietro e sostenuto il dipietrismo, che fa crescere il puro De Magistris, e alla fine ha dato credibilità al purissimo “grillismo” che (per adesso) ha evirato il Pd dal Piemonte, regalandolo alla Lega. Ovvio che Di Pietro e Grillo fanno il loro mestiere e non è colpa loro se il Pd non sa fare il proprio.

Da non dimenticare che dall’altra parte è successo e succede la stessa cosa, con Berlusconi che per “resistere” e non affogare, lascia campo libero alla Lega mangia nord e presto mangia Italia.

Come scrive Ugo Intini: “Le due “antipolitiche” speculari si sono dimostrate decisive e trainanti in ciascuno dei due poli”. Così, non piano piano, ma sempre più velocemente, a sinistra il giustizialismo dipietrista mette a rischio lo Stato di diritto (sì, lo Stato di diritto, come Berlusconi,), e a destra il leghismo mette in pericolo l’unità nazionale.

Berlusconi non vince queste elezioni, ma queste elezioni lo rafforzano: a Palazzo Chigi ci sta (saldamente) Berlusconi e sul Colle salirà (per occuparlo) Berlusconi.

Questo è il frutto del bipolarismo all’italiana. Non solo portatore di sconfitte per la sinistra, ma portatore di rovine per il Paese.

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