Margaret Thatcher: la lady di ferro che ha creato il classismo e fatto la guerra all'Argentina

Lasciando la residenza di Downing Street, forse per la prima volta, fu vista piangere. Dopo undici anni e mezzo di leadership chiacchierata, forte e che ha sicuramente lasciato un segno nel futuro della Gran Bretagna.

Margaret Thatcher

Conservatrice fino al midollo ma con spirito liberista, dura e senza tentennamenti. Questa era la Margaret Thatcher pubblica, primo ministro del Regno Unito dal 4 maggio del 1979 al 28 novembre del 1990. Per i suoi detrattori, è stata una donna politica feroce e senza scrupoli, per chi la sosteneva un leader in grado di sostenere le battaglie più dure uscendone quasi sempre vincitrice.

La lady di ferro britannica, classe 1925, è tuttora la prima e unica donna ad aver ricoperto il ruolo di primo ministro inglese nella storia. Ha caratterizzato un'epoca, gli Anni '80, che hanno preso addirittura il suo nome, "era thatcheriana" (in senso dispregiativo per chi l'ha sempre criticata). Neo eletta, per risollevare l'economica britannica in declino aumentò il tasso d'interesse e l'Iva, ma la mossa inizialmente sortì l'effetto contrario: in un anno la disoccupazione raddoppiò, colpendo in particolare l'industria manifatturiera. Sostenendo il liberismo, il primo ministro privatizzò molti settori dell'economia e aziende come la British Airways.

La politica interna e quella estera la videro nelle vesti di autentico condottiero. Quando nel 1980 sei terroristi arabi assaltarono l'ambasciata iraniana a Londra, prendendo 26 persone in ostaggio, fu lei per cinque giorni consecutivi a gestire i negoziati, dando poi l'ordine di fare irruzione. Condusse la guerra contro l'Argentina per il possedimento delle Isole Falkland, facendo intravvedere una Gran Bretagna potenza coloniale in un'epoca in cui il colonialismo era però morto e sepolto. Nel 1986, fu l'unico grande alleato occidentale degli Stati Uniti a partecipare al bombardamento della Libia e per l'Urss era l'unica che avrebbe potuto decidere di bombardare l'Unione Sovieticas.

Non si faceva intenerire né intimorire da niente e nessuno. Quando, nel 1981, alcuni membri dell'Ira iniziarono lo sciopero della fame per riottenere lo status di prigionieri politici, non cedette, causando indirettamente la morte di dieci di loro. Durante il suo secondo mandato, dal 1983 al 1987, Margaret Thatcher continuò nella sua politica decisionista: varò una legge che proibiva lo sciopero se questo non fosse stato approvato a maggioranza, con voto segreto, dai lavoratori. Il sindacato dei minatori proclamò un'agitazione a oltranza, la polizia inglese intervenne duramente scatenando molte polemiche.

Nell'ultima parte del terzo mandato, varò la riforma per la sicurezza negli stadi. Per eliminare il fenomeno hooligans. Anti-europeista e contraria alla moneta unica, iniziò il suo declino con la poll-tax, ossia una tassa calcolata in base alla popolazione, uguale per ogni cittadino residente nel Regno Unito. Seguì uno sciopero fiscale da parte di 18 milioni di persone e il progressivo mancato appoggio da parte del suo partito. Si dimise poco tempo dopo, dando il suo appoggio a quello che sarebbe diventato il suo successore, John Mayor.

Lasciando la residenza di Downing Street, forse per la prima volta, fu vista piangere. Dopo undici anni e mezzo di leadership chiacchierata, forte e che ha sicuramente lasciato un segno nel futuro della Gran Bretagna. Positivo o negativo, lo dirà con esattezza la storia tra una cinquantina d'anni. Per molti, infatti, Margaret Thatcher ha creato la diseguaglianza tra le classi in Gran Bretagna, per altri ha reso il Regno Unito una grande potenza economica alla pari di Usa e Giappone. Quello che è certo è che alla sinistra è sempre rimasta indigesta.

Foto | © Getty Images

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