Olocausto: si ferma tutto Israele

La ricorrenza fu istituzionalizzata nel 1959. Ricorda l'inizio della rivolta nel ghetto di Varsavia del 19 aprile 1943.

Israele si ferma al suono delle sirene

Lo Yom HaShoah è la giornata che ricorda i milioni di vittime dell'Olocausto. Da ieri, subito dopo il tramonto, Israele si è fermato per ricordare. Due minuti di silenzio per i sei milioni di ebrei morti a causa dell'odio nazista. Esattamente alle 10 ora locale, le 9 in Israele, le sirene antiaeree hanno risuonato e chiunque fosse impegnato in qualche attività, ha smesso. Gli automobilisti sono scesi dalle macchine a capo chino.

La ricorrenza fu istituzionalizzata nel 1959. Ricorda l'inizio della rivolta nel ghetto di Varsavia del 19 aprile 1943.. Per le differenze che ci sono tra calendario ebraico e calendario gregoriano, la commemorazione ogni anno cade in un giorno diverso. Se capita in un giorno adiacente al sabato, viene spostata. Oggi, nei musei di Israele, si ricorda praticamente ovunque la Shoah. Durante la seduta del Parlamento, lo speaker legge i nomi delle vittime. Una per una.

Come in Israele, anche in Polonia si ricorda questa giornata. A Varsavia e in alcuni ex campi di concentramento, le comunità ebraiche organizzano eventi. Per ricordare, certo, ma anche per tenere vivo l'argomento perché gli episodi di antisemitismo non solo non sono mai finiti, ma vengono dati in aumento. Nel campo di sterminio di Auschwitz oggi è arrivato il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, generale Beny Gantz.

Sarà lui, oggi, a guidare una marcia tra Auschwitz e Birkenau a cui partecipano migliaia di ebrei. Gantz è figlio di una ebrea sopravvissuta al campo di sterminio di Bergen Belsen. In Israele vivono oggi 192.000 ebrei sopravvissuti all'Olocausto. Molti di loro parteciperanno alle commemorazioni previste nelle scuole e nei musei del Paese ebraico. Per raccontare in prima persona. Perché il ricordo non sbiadisca.

Foto | © Getty Images

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