Intervista - polisblog incontra Francesca Ulivi di Mtv News

Mentre l’esperimento di Michele Santoro è destinato a diventare un ricordo, RaiDue ha programmato i promo del programma subito la messa in onda della diretta web organizzata a Bologna, è giusto trarre le giuste considerazioni.

Le persone che hanno definito “Rai Per Una Notte” una rivoluzione sono le stesse che non sono cresciute con internet. I ragazzi, quelli che hanno praticato l’astensionismo, già si informano attraverso i mass media ai quali ricorre Michele Santoro solo in casi eccezionali.

Con Francesca Ulivi, responsabile di Mtv News, abbiamo provato a capire perché il tanto predicato rinnovo generazionale, che per essere tale oltre che attraverso le persone deve manifestarsi nel linguaggio, non sia ancora un potenziale patrimonio per le tv generaliste.

Cominciamo parlando del tuo percorso lavorativo.

Io lavoro come giornalista da quasi vent’anni. Ad un certo punto ho iniziato ad occuparmi di informazione rivolta al target più giovane. Sono dentro Mtv dal ’99 e fino ad oggi mi sono occupata della parte più seria e di quella social. Negli ultimi anni ho seguito, giusto per fare degli esempi il Flash (che era il vecchio telegiornale dell’emittente), il progetto Tocca a Noi e quello No Excuse.

Come sono le news oggi a Mtv?

Oggi ad Mtv è cambiato il formato poiché si è deciso di mettere in primo piano l’approfondimento alle notizie e all’interno dell’approfondimento raccontiamo in presa diretta le storie dei ragazzi, senza censure o interventi dei giornalisti.

L’idea di puntare di più sulle storie è nata da delle ricerche svolte sul nostro target di riferimento che hanno testimoniato come i ragazzi di oggi preferiscano essere informati con un racconto senza filtro e aderente alla realtà.

Il nostro intento è quello di creare un mosaico per raccontare una generazione. L’assenza di un filtro permette ai ragazzi di mangiare e masticare da soli il contenuto quindi di crearsi un’opinione indipendente.

Nel telegiornale ci sono anche le notizie che per scelta sono molto brevi, in grafica. Sono quasi dei titoli e dei sommari che poi vengono approfonditi sul sito mtvnews.it. In questo momento per i ragazzi non esiste un problema di accesso all’informazione. Le informazioni ci sono e sono tantissime. Il problema per i più giovani oggi è l’assenza di una guida.

Che differenza c’è tra Mtv News e programmi simili della rete come ad esempio “Il Testimone”?

Nel testimone c’è Pif che filtra la realtà. Un filtro che può essere positivo o negativo. Noi abbiamo scelto di non avere filtro. Di non censurare. Alcune delle storie saranno difficili da digerire.

Per l’esperienza che ha maturato con i giovani crede che esistano dei tabù da smentire? La nuova generazione è razzista?

Noi, parlo dei trentenni in sù, siamo abituati a filtrare la realtà dei giovani con il nostro punto di vista. Noi non siamo cresciuti con internet. Noi non siamo cresciuti in una realtà multietnica. E’ proprio diversa la loro percezione della realtà rispetto alla nostra. Sono diversi, ad esempio, gli strumenti utilizzati per capire il presente.

Non credo che questa generazione sia una generazione razzista perché sta crescendo così. Quelle che verranno dopo lo saranno ancora meno.

Quali sono altre storie di cui si occuperà Mtv?

Ci siamo occupati di Tor Bella Monaca, chiedendoci come si vive in una delle periferie più difficili d’Italia. Abbiamo raccontato le storie dei ragazzi che nei week end vanno ad Amsterdam per ballare l’hardcore.

Ci siamo occupati anche di Lampedusa e di come vivano l’inverno lì i ragazzi di vent’anni. Nel corso delle puntate tratteremo poi, tra i tanti altri, il tema del coming out vissuto dai giovanissimi e quello relativo alla vocazione religiosa.

Sarei ipocrita se parlando di attualità non facessimo, attraverso questa intervista, un punto sulla vicenda riguardante Mtv relativa ai licenziamenti della scorsa estate.

Prima di tutto vorrei chiarire che non si è trattato di licenziamenti, ma di contratti a progetto o a tempo determinato arrivati alla loro naturale scadenza. Si trattava ovviamente di contratti legati a programmi, con la crisi il numero dei programmi da produrre è diminuto e quindi i contratti a progetto in scadenza su programmi che non si sarebbero più fatti non sono stati rinnovati.

La questione dei giovani e del lavoro verrà di certo affrontata da Mtv News tenendo ben presente che esistono delle leggi. La nostra generazione è in una falla legislativa, quella che ha trasformato la giusta e auspicabile flessibilità nel lavoro in precariato. Credo che debba esserci un tipo di welfare che permetta agli under quaranta di vivere.

Io credo che sia un tema generale e non solo di Mtv. E’ un tema comune a tutte le aziende che hanno dei giovani lavoratori che si trovano applicare delle leggi che esistono. Leggi che, ad esempio, non permettono, nell’ambito della flessibilità del lavoro, di avere delle sicurezze economiche minime nel momento in cui si conclude un lavoro e si cerca un nuovo impiego, come succede ad esempio in Inghilterra.

Mi sembra un problema molto più ampio che non deve essere risolto solo dai lavoratori o dalle aziende. Dovrebbe pensarci anche chi si occupa del welfare del paese.

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