Federica Salsi: «M5S, falsari dell'innovazione»

"Trasparenza, cambiamento, rispetto per le persone, niente doppio-giochismo. Qualcuno pensa che il Movimento 5 Stelle sia il nuovo, sia questo. Ma è successo qualcosa di grave".

Ricordate Federica Salsi? La consigliera bolognese del Movimento 5 Stelle espulsa dal partito di Beppe Grillo in seguito alla sua apparizione a Ballarò e alle conseguenti polemiche sul Punto G ecc. ecc. Ecco, Federica Salsi oggi ritorna a parlare di sé svelando qualche nuovo retroscena sulla sua espulsione in un discorso letto in Consiglio Comunale e integralmente riportato in un post sul suo blog.

Perché solo oggi? Perché sono saltate fuori delle mail dei vertici bolognesi dell'M5S, che - secondo le parole della Salsi - avrebbero lavorato nell'ombra per facilitare la sua espulsione dal gruppo del Movimento:

In questi giorni è spuntata la prova che le mie valutazioni non erano errate. Qualcuno ha pubblicato in rete delle mail dei vertici di questa forza politica di Bologna. Sono coinvolti consiglieri comunali e di quartiere, collaboratori dei parlamentari, dipendenti del Comune di Bologna e attivisti storici del M5S. Da questo scambio emerge come questo pool di persone abbia studiato strategie e fatto segnalazioni da Bologna a Grillo e Casaleggio per pianificare la mia espulsione dal gruppo (fatto di certo non rilevante per il consiglio) e la sceneggiata (questa un po' più importante) che avete visto qualche mese fa in consiglio, in questo luogo. Quello di due consiglieri comunali di Bologna, Massimo Bugani e Marco Piazza, che mentre spiegavo come ero stata aggredita e apostrofata (puttana) e minacciata di morte, mi davano la solidarietà e contemporaneamente complottavano pagliacciate, come quella alzarsi dallo scranno vicino a me in segno di disgusto e scherno.

Ma c'è di più, altri stratagemmi più o meno improbabile che il Movimento 5 Stelle bolognese avrebbe studiato per rendere difficile la vita a Salsi:

O quando sùbito dopo la vicenda sul punto G un dipendente del comune, segretaria di una commissione di garanzia, suggerisce di cambiare le serrature degli uffici, che sarebbero anche i miei. Oppure quando successivamente il segretario del gruppo 5 stelle, che era anche il mio in quel momento, ed è un dipendente del comune di Bologna, propone una strategia per farmi fuori e parla di “attacchi ai morti” (tra cui io) e suggerisce di non inviare mail al suo account del comune perché qui hanno orecchie anche i muri. Questi signori che lavorano in questo comune spalla a spalla con voi, invece di mantener fede alle speranze di cambiamento che hanno suscitato negli italiani stanno ora scimmiottando le peggiori usanze della Casta. Questi signori apostrofano i nemici come “nani” e “puttane”. Io sarei della seconda categoria. Non so se voi, colleghi di consiglio, siete considerati amici o nemici e nel secondo caso a quale categoria potete appartenere!?

Ma soprattutto - in primis per quanto riguarda l'interesse giornalistico - c'è una sorta di scoop che dimostrerebbe come anche nel M5S abbiano luogo quelle pratiche di insabbiatura degli scandali, al solo scopo di mettere a tacere le faccende senza punire i colpevoli. Di che si parla?

Venne denunciato che il Capo di Gabinetto del Comune di Bologna, Marco Lombardelli, aveva solo la terza media e un contratto illegittimo con un stipendio esorbitante che non poteva avere. Un abuso con costi che hanno sostenuto i cittadini di Bologna. Cosa successe?
Il Sindaco di Bologna Virginio Merola sotto i colpi dell'inchiesta e le critiche dell'opposizione chiamò in ufficio il mio ex capogruppo, Massimo Bugani. Propose prima a lui da solo e poi con me presente, che avremmo potuto “sedare” la cosa. Facendo una commissione istituzionale che avrebbe studiato il caso e poi lui, il sindaco, con i sui mezzi avrebbe trovato il modo per far andare altrove Lombardelli. Forse questo modo di pensare era legittimo per Sindaco ma non per noi. E cosa successe? Il mio ex capogruppo si oppose? Si mise a urlare? No. Lui accettò lo scambio in silenzio sotto i miei stessi occhi. L'accordo si poteva fare.
Dovetti io ed altri dell'opposizione impuntarmi contro questa porcata che avrebbe evitato le dimissioni del Capo di Gabinetto. Poi l'inchiesta giornalistica fece il resto.

Tutto questo per dimostrare come il Movimento 5 Stelle, a pochi anni dalla sua nascita, abbia già perso quelle caratteristiche di "movimento di persone" che vogliono cambiare le cose e si sia già piegato alle più bieche logiche da politicanti. Diventando - nelle parole di Federica Salsi - una macchina da marketing che serve gli scopi e gli obiettivi di Grillo e del guru Gianroberto Casaleggio.

Oggi una delle forze che decide le sorti di questo paese con un 25% dei consensi è il Movimento 5 Stelle.
Io dopo aver subito attacchi sessisti e ignobili sono anche stata espulsa da questo Movimento con una lettera dell'avvocato di Grillo.
All'inizio però non era così. Eravamo persone normali che volevano cambiare la politica e fare qualcosa di buono per la propria città e il proprio paese. Poi con l'evolversi delle ingenuità e delle manipolazioni via web sono nati gli appetiti, la fame di emergere dei singoli, la voglia di essere famosi ed è venuto fuori il peggio, trasformando irrimediabilmente questa forza, una volta che si sono affacciate le elezioni politiche, in una macchina per il consenso di due sole persone, Grillo e Casaleggio. Era già un dato di fatto che le persone non contassero più niente e i contenuti argomenti superflui, temi buoni per fare marketing.

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